Amnesty International

Torna il Premio di #Amnesty “Voci per la libertà”

voci-per-la-libertaRicevo e volentieri pubblicizzo questo concorso, del quale dovrei essere per il secondo anno – e per la seconda volta immeritatamente – uno dei giurati.
Ad maiora.
………………

L’Associazione Voci per la Libertà lancia il bando per il Premio Amnesty Italia Emergenti, dedicato agli esordienti.
Condizione necessaria per partecipare al concorso promosso dalla Sezione Italiana di Amnesty International è l’aver in repertorio un brano a sostegno dei diritti umani.

Premio Amnesty Italia Emergenti 2013:
Al via il concorso per trovare i 9 emergenti – band o solisti – che saliranno sul palco per le semifinali e finali tra il 18 e il 21 luglio assieme ad headliner italiani di fama nazionale davanti alla grande folla dell’estate Polesana.
Possono partecipare tutti i gruppi esordienti, anche con contratto discografico, che abbiamo un brano ispirato ad uno o più dei trenta articoli della Dichiarazioni universale dei diritti umani. Il documento riconosce a ogni persona i diritti inalienabili come la libertà di movimento, di pensiero, di culto, di opinione, di associazione ed espressione e garantisce il lavoro, la salute, l’istruzione, la sicurezza individuale e l’uguaglianza davanti alla legge.
Il bando rimarrà aperto fino al 13 aprile 2013 i dettagli li trovate qui.

Per chi regolarizza l’iscrizione entro e non oltre il 2 marzo, aderendo automaticamente al Premio Web, c’è l’opportunità di usufruire di un’ulteriore vetrina grazie all’accordo che Voci per la Libertà ha stretto con il Meeting delle Etichette indipendenti: gli artisti, quindi, saranno presenti sul sito ufficiale del festival con la canzone in concorso, potranno essere votati dalla giuria del web e, se vincitori, accederanno direttamente alla fase live dal 18 al 21 luglio 2013 a Rosolina Mare (Rovigo) e avranno a propria disposizione un pacchetto di servizi promozionali forniti dal MEI.

La partnership tra Voci per la Libertà ed il MEI prevede, inoltre, una forte collaborazione a livello mediatico per quanto riguarda le tappe più importanti che scandiscono il percorso della rassegna polesana e la produzione della compliation relativa all’edizione 2012, la cui pubblicazione è ormai imminente.

I semifinalisti del Premio Amnesty Italia Emergenti ed il vincitore del Premio Amnesty Italia, dedicato ai big, saliranno dal 18 al 21 luglio sull’importante palco di Voci per la Libertà per una festa di musica e diritti in grado di incantare e far ballare Rosolina Mare e l’Italia tutta.
Anche quest’anno dalla terra più giovane d’Italia si alzerà il canto dei diritti umani!

#FreePussyRiot. Nuovo appello di Amnesty

Amnesty International (organizzazione che ha considerato le tre ragazze prigioniere di coscienza fin dalla lunga carcerazione preventiva) lancia una nuova mobilitazione per far riversare le Pussy Riot dopo l’abnorme condanna a due anni di colonia penale.
Qui il link dell’appello:

http://takeaction.amnestyusa.org/siteapps/advocacy/ActionItem.aspx?c=6oJCLQPAJiJUG&b=6645049&aid=518844&

No Pasaran!
Ad maiora

20120823-203320.jpg

Bono Vox a Dublino premia Aung San Sun Kyi

Il cantante degli U2 consegna il riconoscimento di Amnesty International alla leader dell’opposizione birmana. Cui è stata consegnata anche la cittadinanza onoraria della capitale irlandese, decisa nel 2000 e mai ritirata.
Questa un’intervista a Bono Vox prima dell’arrivo del Premio Nobel:

Qui invece Bono in concerto:

Ad maiora.

20120619-011209.jpg

“Non è un film” vince il premio musicale di Amnesty

Mannoia e Frankie Hi-Nrg vincono con “Non è un film” l’edizione 2012 di Voci per la Libertà, premio di Amnesty International Italia (del quale ero, immeritatamente, in giuria).
Questo il comunicato stampa.
Ad maiora.
…………………………………………

“Non è un film”, la canzone di Fiorella Mannoia interpretata con Frankie HI-NRG, è il vincitore della decima edizione del Premio Amnesty Italia, indetto nel 2003 dalla Sezione Italiana di Amnesty International e dall’Associazione culturale Voci per la Libertà per premiare il migliore brano sui diritti umani pubblicato nel corso dell’anno precedente.

Gli altri brani in concorso erano “Sono cool questi Rom” di Assalti frontali, “Un paese cortigiano” di Bandabardò, “L’impiccata” di Cesare Basile, “Non siete Stato voi” di Caparezza, “Brigantessa” di Teresa De Sio, “La donna di plastica” di Simona Molinari, “Fuori controllo” dei Negrita, “Crudo” di Susanna Parigi e “Io danzo” di Jovanotti.

Nelle scorse edizioni il premio era stato assegnato a “Il mio nemico” di Daniele Silvestri, “Pane e coraggio” di Ivano Fossati, “Ebano” dei Modena City Ramblers, “Rwanda” di Paola Turci, “Occhiali rotti” di Samuele Bersani, “Canenero” dei Subsonica, “Lettere di soldati” di Vinicio Capossela, “Mio zio” di Carmen Consoli e “Genova brucia” di Simone Cristicchi.

Fiorella Mannoia verrà premiata sul palco di Rosolina Mare (Rovigo) domenica 22 luglio nel corso della serata finale della XV edizione di Voci per la Libertà – Una Canzone per Amnesty, festival che inizierà il 19 luglio.

“Ho sempre appoggiato le cause promosse da Amnesty International e ricevere questo premio mi onora” – ha dichiarato Fiorella Mannoia. “Quando ho contattato Frankie per questo mio ultimo progetto intitolato ‘Sud’ gli ho fatto una richiesta ben precisa, volevo toccasse il tema dell’immigrazione, ne parlammo e ci siamo scambiati le nostre idee. Concordavamo sul fatto che stiamo vivendo un momento storico molto delicato, in cui una parte del Paese, non tutto per fortuna, si lascia influenzare dal terrorismo delle parole (non meno pericoloso del terrorismo delle armi), di una parte della politica che per meri fini di propaganda elettorale usa gli immigrati, non avendo altri argomenti, per diffondere l’antico germe dell’odio razziale, mettendo in pratica l’antica tattica del ‘divide et impera’, dimenticando (o meglio, facendo finta di dimenticare) che tutto il benessere dell’occidente poggia sulle spalle di interi paesi del Sud del mondo, Africa in testa, saccheggiati da una politica predatoria della quale tutti i governi sono responsabili”

“L’Europa, gli Stati Uniti e ora anche la Cina” – ha proseguito Fiorella Mannoia – “si spartiscono, oggi come ieri, le risorse di interi popoli, derubandoli indisturbati di tutte le materie prime, cibo compreso. Tutti intenti a ‘divorare a sazietà ma pronti lamentarsi della puzza della varia umanità che ci occorre, ci soccorre e ci sostenta’. Ma di questi argomenti naturalmente la politica non parla. Sapevo che Frankie sarebbe andato al cuore del problema in maniera diretta, come lui sa fare, e non mi sbagliavo, ha scritto quello che io stessa avrei voluto dire e lo ha fatto molto meglio di quanto avrei saputo fare io stessa. Grazie Amnesty…di cuore.”

“Scegli da che parte stare: questo appello a chi ascolta il brano ‘Non è un film’ riassume in parole semplici e incisive tutte le campagne di Amnesty International”- ha affermato Christine Weise, presidente di Amnesty International Italia. “Una grande artista, Fiorella Mannoia, ha scelto di stare dalla parte di chi vede violati i suoi diritti umani, con una canzone essenziale ed efficace che va direttamente al cuore di una società nella quale tutte le informazioni sono disponibili e tutto il mondo è interconnesso, ma la grande maggioranza delle persone non si sente coinvolta in quello che è responsabilità di tutti”.

“Questo brano racconta la fuga di chi spera di salvarsi da persecuzione e sofferenza attraversando il Mediterraneo a bordo di un’imbarcazione precaria” – ha aggiunto Christine Weise. “È la vita vera di giovani cittadini africani che cercano umanità e protezione e trovano spesso razzismo e propaganda. I 1500 morti del 2011, annegati in mare sulla via verso l’Europa, non sono un film, sono veri anche loro. E sono vere le migliaia di vittime della tratta sulle strade italiane, costrette alla prostituzione e accolte come ‘carne fresca’ da clienti che chiudono gli occhi davanti alla propria complicità nel mercato delle schiave. Con grande gioia Amnesty International conferisce il Premio Amnesty Italia 2012 a Fiorella Mannoia, che ringraziamo di aver scelto di stare dalla parte dei diritti umani e di comunicare questa scelta tramite la sua musica”.

La canzone vincitrice è stata scelta da una giuria specializzata comprendente Giò Alajmo (Il Gazzettino), Roberta Balzotti (Rai), Luca Barbieri (Corriere del Veneto), Alessandro Besselva Averame (Il Mucchio), Francesca Cheyenne (RTL 102.5), Ugo Coccia (Rai International), Gianmaurizio Foderaro (Radio 1), Giorgio Galleano (Rai 3), Federico Guglielmi (Il Mucchio, Audioreview), Michele Lionello (Voci per la Libertà), Enrico Maria Magli (Radio 1, Deejay TV), Carlo Mandelli (Ansa, QN Quotidiano Nazionale, Il Giorno), Riccardo Noury (Amnesty International), Andrea Riscassi (Tgr, Annaviva), Giordano Sangiorgi (Meeting degli Indipendenti), Renzo Stefanel (Rockit), Christine Weise (Amnesty International) e Savino Zaba (Rai 1, Radio 2).

20120420-124708.jpg

Turkmenistan al voto. Sapendo già chi vincerà

Si sono aperte nella notte italiana e si chiuderanno nel pomeriggio le urne per le presidenziali in Turkmenistan. Uscito dall’Unione sovietica, il paese asiatico non ha mai conosciuto neanche una breve stagione di libertà.

I candidati per la carica presidenziali sono otto (tra loro due ministri e vari imprenditori, naturalmente definiti indipendenti), ma uno solo è destinato a risultare vincente: Gurbanguli Berdymukhamedov.

Il presidente uscente fu eletto nel 2007 con l’89% dei voti. Probabile che nelle urne, blindatissime, si ripete quel grande successo.

Il predecessore Saparmurat Niyazov, d’altronde, “Padre della patria”, era diventato “presidente a vita”, cambiando il calendario e disseminando il paese di sue statue d’oro. E’ morto all’improvviso alla fine del 2006.  Berdymukhamedov, di professione dentista, e fino a quel momento ministro della Sanità, fu chiamato a sostituirlo e a proseguire la politica repressiva.

In assenza di competizione politica, l’Osce ha rinunciato a monitorare le elezioni (che coinvolgono solo 3 milioni di votanti).

Il paese, ricco di materie prime, è passato – senza soluzioni di continuità – dalla guida unica del Partito comunista turkmeno a quello del Partito democratico, al potere dal 1991.

“Nessun movimento di opposizione è permesso”, scrive Reporters senza frontiere (Rsf), spiegando che “niente è realmente cambiato in uno dei più paesi più chiusi e repressivi del mondo”.

Amnesty International denuncia invece “l’uso della tortura e severe restrizioni alla libertà di movimento e di espressione e altri diritti fondamentali”.

I risultati saranno annunciati il 15 febbraio.

Ad maiora