Per sport

L’oppio dei popoli.

Vincenti le tre avversarie dell’Inter in Europa League

Le tre squadre che sfidano l’Inter nel girone di Europa League, sono reduci da una buona giornata di campionato interno.

Partiamo dagli ucraini del Dnipro (battuti a Kiev settimana scorsa per 1-0 dai nerazzurri) che hanno giocato ieri sera. La squadra guidata da Myron Markevich ha battuto 5-1 l’Olimpic Donetsk e ora guida in solitaria la classifica della Prem’er-Liha.

Anche il St.Etienne, vincendo a Lens per 1-0 è in testa un po’ a sorpresa alla Ligue 1, sebbene in coabitazione con Marsiglia e Bordeaux. Gol di Lemoine nel finale.

Vittoria infine per 1-0 anche per gli azeri del Qarabag, ma in casa col Simurg. La squadra è quinta in classifica in Premyer Liqası, un torneo dominato dall’Inter… ma di Baku.

Ad maiora

Born to Run

La corsa sulla lunga distanza era venerata perché era indispensabile; era il modo per sopravvivere, prosperare e diffonderci su tutto il pianeta. Correvamo per mangiare e per non essere mangiati; correvamo per trovare una compagna e impressionarla, e con lei correvamo via per cominciare una nuova vita assieme. Se non avessimo amato la corsa, non saremmo sopravvissuti abbastanza per amare nient’altro. E, come per ogni altra cosa che amiamo (tutto ciò che chiamiamo “passioni” o “desideri”), si tratta di una necessità ancestrale che ci portiamo impresa nel DNA. Siamo nati per correre; e siamo nati perché corriamo.

Christopher McDougall, Born to Run, Mondadori

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Riscassi dopo una 5.30 Run

Correre, sussultare, sobbalzare

La dottoressa Davis mi mise su un tapis roulant, prima a piedi nudi e poi con tre tipi differenti di scarpe da corsa. Mi fece camminare, trotterellare e poi correre come un matto su una piattaforma di forza, per misurare i traumi da impatto dei miei passi. Poi mi sedetti a guardare con orrore il video dei miei esercizi che lei trasmetteva su un monitor.

Se chiudo gli occhi e cerco di immaginari durante una corsa, mi vedo come un leggero e agile cacciatore navajo. Il tizio che vedevo sullo schermo, invece, sembrava un Frankenstein che provava a cimentarsi con dei passi di tango. Mi muovevo in modo così scoordinato che la testa ogni tanto usciva dall’inquadratura. Le braccia si aprivano e chiudevano come quelle di un naufrago su un’isola deserta che cerca di attirare l’attenzione di una nave, mentre i piedi (numero 49) sbattevano al suolo con un tumore che faceva sospettare che il video avesse un sottofondo di bonghi.

Come se non bastasse, la dottoressa Davis fece ripartire il filmato, stavolta al rallentatore, in modo che potessimo rilassarci e apprezzare con calma il modo in cui il piede destro puntava verso l’esterno e il ginocchio sinistro verso l’interno; i muscoli della schiena invece si contraevano così malamente che sembravo un epilettico cui si dovesse mettere al più presto una penna tra i denti mentre veniva chiamata d’urgenza un’ambulanza. Era difficile capire come diavolo riuscissi anche solo a muovermi, visti tutti quei sussulti, sobbalzi, sbilanciamenti e ciondolamenti in perfetto stile “pesce all’amo”.

Christofer McDougall, Born to Run, Mondadori

(il pesce all’amo, milanese, è pure quello fotografato dopo una 5.30… ad maiora)

La copertina di Fischio finale

La giornata di calcio diventa un giallo. Alle stampe “Fischio finale”

A breve uscirà in libreria un’antologia giallistica alla quale ho dato il mio piccolo contributo. Si intitola “Fischio finale” ed è dedicata al calcio. E’ per i tipi della Novecento editore, cui affido l’incarico di svelare di cosa si tratti.

Ad maiora

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È la giornata conclusiva del prossimo campionato. Una domenica che solo a prima vista ospita le speranze dei tifosi – di salvezza o di vittoria. In dieci città italiane, ore 15, il fischio d’inizio genera invece dieci storie. In una giornata di incontri intensi, i dieci autori ci rivelano ambienti e situazioni originali, vite accomunate non solo dal calcio. I loro protagonisti, infatti, dovranno fare i conti con scommesse clandestine, tradimenti, spacci e omicidi. A Milano si svolge la storia di Tomas e Greta che, nella cornice di una situazione surreale, intreccia fraintendimenti di calcio e carne. A Bologna eccezionalmente gioca il Cesena contro la Fiorentina: è una scelta obbligata, una scelta che pesa come quella di Francesco Murer, il protagonista del racconto. Altra storia quella di Luca, ragazzo milanese a Roma, a cui del pallone non frega proprio nulla. E lui, che sta per entrare nel mondo dello spaccio di cocaina, nella giornata in cui ogni romano pensa al derby, si trova coinvolto in un’aggressione armata.

In un libro che rivela l’anima noir del calcio, il sangue è la macchia della partita più vera, quella giocata tra i personaggi delle storie di Bortolotti, Brun, Roversi, Gabrielli, Riscassi, Ferraris, Giulianelli, Coratelli, Veltri e della Briganti.

Perché vale la pena di leggere Fischio finale? Perché, per la prima volta, un’antologia ricca e composita smaschera come l’incertezza del calcio sia la stessa nebbia che circonda vite di persone a cui ancora tutto può succedere.

In secondo luogo perché, nel raccontarci le vicende più svariate, il libro lascia sospeso il respiro fino al novantesimo minuto e fa sentire ognuno come il tifoso che fino alla fine non sa come vanno le cose, chi sarà il vinto e il vincitore.

Infine perché, attraverso la prosa disincantata e schietta e gli incipit fulminanti, gli autori ci conducono con loro in campo.

Go Clippers!

Bello carico il nuovo proprietario dei Clippers, ex amministratore delegato di Microsoft Steve Ballmer.

Ha comprato la squadra Nba dopo che il precedente presidente Donald Sterling, si era lanciato in confidenze razziste alla – giovane – ex fidanzata, non bianca peraltro.

Obbligato a vendere la squadra (l’ha fatto la moglie, a nome della famiglia). Costo dell’operazione: 2 miliardi di dollari!

Ad maiora

(video: Bloomberg)

La partenza del Tor des Geants

Domani a Champoluc a presentare il libro sul mitico Tor des Géants

Domani sera sarò a Champoluc (Ao) a presentare, insieme a Roberto Mancini, il libro del collega della Stampa Giorgio Macchiavello sul Tor des Géants, pazzesca endurance trial alpina che il giornalista non ha solo raccontato ma anche corso.

La mia recensione del suo “Magical Mystery Tor” la trovate qui.

L’appuntamento è per domani, mercoledì 20 agosto, al Palatenda di Champoluc, alle 21.

Oltre alle nostre chiacchiere ci saranno le immagini del fotografo Stefano Torrione sulla corsa valdostana.

Vi aspetto

Ad maiora

 

Ps. Il prossimo Tor des Géants si svolgerà dal 7 al 14 settembre 2014 con partenza da Courmayeur alle ore 10:00 di domenica 7 settembre e tempo massimo fino alle ore 16:00 di sabato 13 settembre. La premiazione si terrà domenica 14 settembre 2014. Il tempo massimo per concludere la prova è di 150 ore.