Per sport

L’oppio dei popoli.

Christian_Reif_Barcelona_2010

Il posto fisso e Christian Reif

Sentendo ieri sera in tv il Presidente del consiglio del mio paese (non lo chiamerò premier, finché non diventerò suddito della Corona) urlare che “il posto fisso non c’è più”, mi è tornata alla mente una breve notizia che ho letto sabato sulla Gazzetta. Annunciava che Christian Reif, campione europeo di salto in lungo a Barcellona, nel 2010, si è ritirato dalle attività sportive.

Così l’atleta tedesco, classe 1984, motiva – ovviamente via Facebook – la sua scelta: “E’ venuto il tempo di pensare al futuro dopo aver ricevuto un’interessante offerta di lavoro a tempo pieno”.

Ma guarda un po': un tedesco che si ritira dalle attività sportive per il mitico “posto fisso”! Manco fosse uno che ha partecipato a un concorso pubblico in Italia…

Ma forse, la notizia pubblicata a pagina 39 della Gazzetta non è nemmeno arrivata alla Leopolda.

Ad maiora

Drone con bandiera della Grande Albania nello stadio serbo. Partita sospesa. La reazione in Kosovo

Così a Pristina hanno accolto le immagini del drone con bandiera pan-albanese atterrato allo stadio di Belgrado durante Serbia-Albania.
La partita è stata sospesa per incidenti prima della fine del primo tempo.
Ad maiora

IMG_3180.JPG

La marea rossa della DeeJayTen

Si è conclusa l’edizione del decennale della corsa (competitiva e non) organizzata dalla radio milanese (e ideata da Linus).
20mila gli iscritti quest’anno, per lo più – da quel che ho potuto vedere – alla camminata di 5 km (partita un po’ in ritardo, come anche le due 10k).
I partecipanti alla competitiva erano (almeno quelli arrivati in fondo) 1600. Il primo l’ha corsa in 32′, l’ultimo in un’ora e 2 minuti.
Io sono arrivato meno distante da questo che da quello. Ma i 53′ con cui l’ho chiusa, sono 4 minuti in meno della stessa gara di un anno fa e due minuti in meno del mio miglior tempo.
Tanta gente significa un po’ di strettoie e qualche gomitata, ma nel complesso è stata una bella mattinata, con una Milano senza clacson e con temperature quasi estive.
Era parecchio che non si vedevano tante persone vestite di rosso in giro per la città. Come hanno ironicamente chiosato quelli del Trio Medusa: “Siete in ventimila, più degli iscritti al Pd…!”
Ad maiora

IMG_3176.JPG

Domani la decima DeeJayTen

Edizione con la stella per la corsa milanese organizzata da Linus e dalla sua radio.
Edizione da record visto che ci saranno 20mila partecipanti e che le iscrizioni sono chiuse da quasi un mese.
Io correrò (con la maglia del Road Runners e non quella – bella – rossa della manifestazione) tra i 3mila che fanno la gara competitiva. Come al solito, non sono competitivo… Ma l’importante è finirla.
Si parte e si arriva in piazza Castello. Per me è la seconda DeeJayTen. Il mio tempo migliore sui 10 km è di ’55.
Ad Maiora

Vincenti le tre avversarie dell’Inter in Europa League

Le tre squadre che sfidano l’Inter nel girone di Europa League, sono reduci da una buona giornata di campionato interno.

Partiamo dagli ucraini del Dnipro (battuti a Kiev settimana scorsa per 1-0 dai nerazzurri) che hanno giocato ieri sera. La squadra guidata da Myron Markevich ha battuto 5-1 l’Olimpic Donetsk e ora guida in solitaria la classifica della Prem’er-Liha.

Anche il St.Etienne, vincendo a Lens per 1-0 è in testa un po’ a sorpresa alla Ligue 1, sebbene in coabitazione con Marsiglia e Bordeaux. Gol di Lemoine nel finale.

Vittoria infine per 1-0 anche per gli azeri del Qarabag, ma in casa col Simurg. La squadra è quinta in classifica in Premyer Liqası, un torneo dominato dall’Inter… ma di Baku.

Ad maiora

Born to Run

La corsa sulla lunga distanza era venerata perché era indispensabile; era il modo per sopravvivere, prosperare e diffonderci su tutto il pianeta. Correvamo per mangiare e per non essere mangiati; correvamo per trovare una compagna e impressionarla, e con lei correvamo via per cominciare una nuova vita assieme. Se non avessimo amato la corsa, non saremmo sopravvissuti abbastanza per amare nient’altro. E, come per ogni altra cosa che amiamo (tutto ciò che chiamiamo “passioni” o “desideri”), si tratta di una necessità ancestrale che ci portiamo impresa nel DNA. Siamo nati per correre; e siamo nati perché corriamo.

Christopher McDougall, Born to Run, Mondadori

IMG_2867.JPG

Riscassi dopo una 5.30 Run

Correre, sussultare, sobbalzare

La dottoressa Davis mi mise su un tapis roulant, prima a piedi nudi e poi con tre tipi differenti di scarpe da corsa. Mi fece camminare, trotterellare e poi correre come un matto su una piattaforma di forza, per misurare i traumi da impatto dei miei passi. Poi mi sedetti a guardare con orrore il video dei miei esercizi che lei trasmetteva su un monitor.

Se chiudo gli occhi e cerco di immaginari durante una corsa, mi vedo come un leggero e agile cacciatore navajo. Il tizio che vedevo sullo schermo, invece, sembrava un Frankenstein che provava a cimentarsi con dei passi di tango. Mi muovevo in modo così scoordinato che la testa ogni tanto usciva dall’inquadratura. Le braccia si aprivano e chiudevano come quelle di un naufrago su un’isola deserta che cerca di attirare l’attenzione di una nave, mentre i piedi (numero 49) sbattevano al suolo con un tumore che faceva sospettare che il video avesse un sottofondo di bonghi.

Come se non bastasse, la dottoressa Davis fece ripartire il filmato, stavolta al rallentatore, in modo che potessimo rilassarci e apprezzare con calma il modo in cui il piede destro puntava verso l’esterno e il ginocchio sinistro verso l’interno; i muscoli della schiena invece si contraevano così malamente che sembravo un epilettico cui si dovesse mettere al più presto una penna tra i denti mentre veniva chiamata d’urgenza un’ambulanza. Era difficile capire come diavolo riuscissi anche solo a muovermi, visti tutti quei sussulti, sobbalzi, sbilanciamenti e ciondolamenti in perfetto stile “pesce all’amo”.

Christofer McDougall, Born to Run, Mondadori

(il pesce all’amo, milanese, è pure quello fotografato dopo una 5.30… ad maiora)