Comunicazioni

Riflessioni random sulla comunicazione. Radio televisiva e no.

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Nuovi orari di ricevimento

A partire da mercoledì prossimo, 2 aprile, cambiano i miei orari di ricevimento studenti: sarà dalle 11 alle 12, sempre nella stanza A13 al Dipartimento di Storia (in Festa del Perdono).
Praticamente a ruota del corso che tengo il mercoledì in Santa Sofia dalle 8.30 alle 10.30.
Quando finirà il corso, a partire dal 14 maggio, il ricevimento verrà anticipato dalle 9 alle 10, sempre nella stessa stanza.
Ad maiora

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Date d’esame di giugno e luglio

Ecco le date per Teorie e tecniche della comunicazione radio-televisiva in Statale:

3 giugno ore 8.30 aula 433

17 giugno ore 8.30 aula 104

1° luglio ore 8.30 aula 104

Resta confermata anche quella del 21 maggio (8.30 aula 104). Da quell’esame si inizierà a interrogare in base al nuovo programma.

Ad maiora

US IRAQ

Se l’informazione è pubblicitaria (tesi)

Qual è il confine tra informazione e propaganda in tv? E’ la domanda, affatto pellegrina, che si è posto Francesco Morzaniga per una tesi in discussione ieri alla Statale di Milano.

Morzaniga ha cercato, in partenza, di definire i confini tra i due ambiti, tracciando una definizione su a cosa serva il giornalismo e a cosa  - invece - serva la pubblicità. I due ambiti nono devono, o meglio non dovrebbero coesistere.

La tesi spiega come invece i due ambiti finiscano per confondersi, partendo dagli Stati Uniti (dove ha origine ormai tutto ciò che riguarda le immagini in movimento) e arrivando alla Russia di Putin, dove gli spot politici utilizzano (facili) richiami sessuali.

Non è stata tralasciata nemmeno la propaganda mondiale che portò alla guerra in Iraq, ma anche le bufale fatte circolare, dai tempi di Timisoara fino alle (finte) fosse comuni in Libia.

Morzaniga affronta anche tematiche italiane, dalle campagne elettorali vinte grazie alla propaganda (di solito sul tema sicurezza o su quello delle tasse) fino alla bufala dell’assalto degli ultrà napoletani al treno.

Senza dimenticare Berlusconi, assolto dal Tg1.

La tv, sostiene giustamente il tesista è la “rondella più adatta al funzionamento dell’ingranaggio” della propaganda, proprio grazie all’infotainment. Fermare questa tendenza è assolutamente necessario. “Difficile , però, che il problema si possa risolvere senza l’aiuto di una classe giornalistica conscia del problema stesso e della stessa importanza di risolverlo.”

Parole di Morzaniga che sottoscrivo, come giornalista prima che come professore a contratto.

Ad maiora

Beppe Viola

Quelli che… Beppe Viola! (tesi)

Quando ho deciso di passare a Raisport non ho potuto non pensare ai (loro sì grandi) giornalisti che mi avevano preceduto in corso Sempione. Tra questi Beppe Viola che è davvero uno che manca tantissimo. Proprio a Beppe è dedicata una delle tesi in discussione oggi: è di Daniele Buonamici e si intitola “Quelli che…Beppe Viola! Un giornalista che ha sempre sorriso alla vita”.

La tesi inizia descrivendo come sia cambiato il ruolo del giornalista sportivo nel nostro paese: in una nazione che vive di calcio, la funzione del cronista che si occupa di pallone ha sempre avuto quasi un ruolo di vestale.

Più paludato nel passato, ai tempi della paleotelevisione, urlato e caricato nell’era dello sportainment.

Quando la Rai deteneva il monopolio, Viola fu comunque in grado di rompere gli schemi e di usare l’ironia (materia difficile e spesso mal maneggiata) anche per parlare di calcio. Forse anche perché, Beppe – come viene ben spiegato da Buonamici – fu ben più di un giornalista, diventando anche autore, insieme al suo amico Enzo Jannacci.

Nella tesi ci sono anche le interviste alla figlia Marina (autrice del libro “Mio padre è stato anche Beppe Viola”) e al suo (e mio) collega Sergio Calabrese.

Beppe ci ha lasciato nel 1982. Ma, come si vede, non è stato dimenticato.

Ad maiora