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L’ispettore di #Padova e il Marchese del Grillo

12 ott

La poliziotta di Padova ha riassunto in poche parole decenni di prevaricazione di uno Stato che dovrebbe essere nato per difendere i cittadini.
“Io sono un ispettore, lei non è nessuno” è la versione moderna del Marchese del Grillo, dove la giustizia è amministrata in base al potere e alla forza: “io so io, e voi non siete un cazzo.
Noi continuiamo a non essere un cazzo, di fronte al potere e ai soprusi.
Continuiamo a non essere nessuno, come precisato dalla poliziotta. Ma siamo dotati di telefonino con telecamera e possiamo riprendere, per esempio, come si “ferma” un bambino.
Poco fa in radio ascoltavo delle polemiche sulla trasmissione del video (e si dovrebbe invece fare un monumento a Federica Sciarelli). Dove si dimentica che il problema è come l’hanno portato in comunità. Non l’immagine del suo fermo.
E ho sentito pure il ministro Cancellieri lanciare un appello ai genitori del piccolo perché smettano di litigare e pensino al bene del minore.
Dove al ministro non risulta chiaro che deve preoccuparsi di quel che fanno i suoi agenti (e ispettori) non dei genitori del bimbo.
Infine le scuse di Manganelli. Pelose in quanto tardive.
E poi, diciamolo, senza quel video della zia, sarebbero mai arrivate?
Se i parenti del cucciolo “arrestato” fossero andati in caserma o in questura a protestare, qualcuno avrebbe detto: noi siamo noi. E voi non siete un cazzo.
Dunque: que viva lo smartphone!
Ad maiora

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4 commenti

Pubblicato da su 12 ottobre 2012 in Comunicazioni

 

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4 risposte a L’ispettore di #Padova e il Marchese del Grillo

  1. Maurizio

    12 ottobre 2012 at 07:09

    Esatto, e’ una cosa che ho sempre evidenziato anche quando ero ufficiale dei CC
    i soprusi dei livelli intermedi sono insopportabili.
    E come sempre deriva da una scarsa educazione civica e da una insufficiente comprensione della funzione di “servizio” e non repressiva delle forze dell’ordine.
    Lo “Stato” non è piu’ l’insieme dei cittadini, ma è piu’ identificabile con “burocrazia” (ovvero l’insieme delle persone che amministrano la “res publica” come “res privata”, riservata alla loro casta) ed è per questo che un Carabiniere, uno che nello Stato e nella libertà ci crede, se ne va da questo stato (notare l’uso della S minuscola in questo caso)

     
  2. Marco Biagi

    12 ottobre 2012 at 11:02

    per me lo scandalo di questa vicenda sono i “genitori”. Soprattutto la mamma. E trovo poche parole che parlino di questo. Mamma alla quale, mi pare, il Giudice ha tolto la patria potestà. E tutta la vicenda, tra l’altro puzza di “trappolone” organizzato dai parenti con una zia che urla ma non smette di filmare. Leggendo le cronache passate mi vien da pensare che quel povero ragazzo “unica vittima” deve averne viste di ben peggiori di essere stato trascinato per i piedi da un poliziotto.

    Marco

     
  3. christian

    13 ottobre 2012 at 13:40

    per Marco Biagi…solo un aprecisazione….La persona che trascinava per i piedi il ragazzino…era proprio suo padre! non era un poliziotto

     

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