Contro la punizione esemplare che si prospetta ai danni del gruppo punk rock russo delle Pussy Riot, cresce la mobilitazione internazionale:
Finalmente anche musicisti italiani si fanno sentire per chiedere la liberazione delle tre ragazze. Sono Elio e le storie tese:
http://russiaoggi.it/articles/2012/08/03/elio_dalla_parte_delle_pussy_riot_17011.html
Ovunque si diffondono le magliette con l’effige del gruppo che ha osato sfidare insieme Putin e il clero ortodosso:
http://italian.ruvr.ru/2012_08_03/83902254/
Per metterci il carico la Chiesa moscovita ha detto che il processo contro le musiciste deciderà il futuro del paese:
http://www.tmnews.it/web/sezioni/nuovaeuropa/PN_20120803_00305_NE.shtml
Intanto il regime impedisce la diffusione mediatica degli interrogatori dei testimoni al processo.
Assurda la motivazione: la popolazione russa è troppo divisa sul caso:
http://www.tmnews.it/web/sezioni/nuovaeuropa/PN_20120803_00305_NE.shtml
Ad maiora



vincenza63
5 agosto 2012 at 21:06
Tanto di cappello. Mai fermarsi.
Andrea Riscassi
5 agosto 2012 at 21:12
Mai!