Day: 8 luglio 2012

La domenica andando in Val Susa

Una valle militarizzata. Vale la pena salire in Val Susa per osservare di persona il cantiere del Tav.
Di domenica è meta di visita da parte di decine di persone. Molte arrivano fino al filo spinato che riduce la mobilità per chi voglia passare di qui. Alcuni si fermano ai cancello e urlano quel che pensano a poliziotti e soldati, chiusi dentro il recinto (sempre più grande, ogni mese che passa). I soldati da dentro osservano chiunque si muove (fuori) con i loro cannocchiali.
Mi ha ricordato scene che ho già vissuto a Cipro Nord-Sud, ma anche il confine tra Israele e Siria.
Chi voglia vedere il cantiere da vicino, lasci la macchina a Giaglione (tenendo il ristorante Da Genio a destra: ottima base di partenza e di arrivo, comunque:- si fanno molti interessanti incontri con militanti No Tav).
Il percorso è di una mezz’ora a piedi, camminando su una mulattiera, quasi mai ripida.
La Val di Susa si mostra, per larga parte del tragitto, in tutta la sua bellezza.
Solo alla fine compare l’autostrada e sotto il gigantesco cantiere della Tav. Circondato dal filo spinato. Un vero lager moderno.
Ad maiora.

Ps. Tornando, uno stop a Rivalta Torinese, uno dei comuni che insieme ad Avigliana è stato alle recenti amministrative conquistato dai No Tav. Oggi qui finisce una tre giorni di festa: frequentata da centinaia di persone.

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