Day: 2 luglio 2012

Opposizione russa di nuovo in piazza il 26 luglio

Opposizione russa di nuovo in piazza contro Putin. E non a settembre, come annunciato. Ma subito a luglio, il 26 per l’esattezza.
Per quel giorno è stato chiesto alle autorità cittadine l’autorizzazione per un corteo che attraversi le vie del centro di Mosca.
A organizzare la manifestazione il “comitato 6 maggio”, associazione di sigle dell’opposizione che prende il nome dall’ultima manifestazione oceanica a Mosca finita con tafferugli con le forze dell’ordine.
Per quella manifestazione sono ancora in carcere 12 persone e il corteo servirà anche per esprimere solidarietà con questi “prigionieri politici”.
Ad maiora

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Caso Tymoshenko, una lettera basterà?

1. Magari non faremo lì gli europei.

2. Comunque, per protesta, non verremo a Kiev.

3. Ci accorderemo tra cancellerie europee per decidere come reagire.

4. Veniamo a Kiev ma…

Dopo un mese di roboanti minacce, anche la vicenda Tymoshenko-Europei di calcio si è risolta a tarallucci e vino (tinto, vista la collaborazione con gli spagnoli).

La detenzione “politica” della leader dell’opposizione ucraina non ha fermato la partecipazione dei primi ministri italiani e spagnoli, Monti e Rajoy, in quel dello stadio di Kiev.

L’unica concessione ai diritti umani è stata la lettera che i due leader hanno scritto al presidente ucraino Viktor Yanukovich. Nella missiva, dapprima si sostengono le aspirazione europee di Kiev, poi ci si appella al buon cuore del presidente ucraino – nemico, più che avversario della donna – per le sorti dell’ex leader della Rivoluzione arancione, “esprimendo l’aspettativa di una soluzione positiva dei casi giudiziari dell’ex primo ministro Tymoshenko e di altri membri del precedente governo, come richiesto dalla comunità Internazionale e di un rafforzamento dello stato di diritto e dei valori democratici che dovrebbero unire i popoli d’Europa”.

Per questo, Monti e Rajoy concludono la loro lettera chiedendo che gli ambasciatori italiani e spagnoli possano incontrare la Tymoshenko, ricoverata in ospedale dopo gli abusi commessi contro di lei nel corso della carcerazione.

La figlia della leader dell’opposizione ucraina, Evgenya, ringraziando, ha detto che era “quello che ci si può aspettare da forze democratiche in favore dei prigionieri politici in Ucraina”.

Dal canto nostro, resta il sospetto che la lettera sia un contentino, una mossa propagandistica tanto per placare le proteste e poter andare avanti come se nulla fosse.

D’altronde, a giorni, il silenzio calerà sull’Ucraina, sulle sue stragi di cani, sulla leader dell’opposizione in cella.

Il 10 luglio a Khakhiv riprenderà il processo contro di lei.

Lì sarebbe bello ci fossero, gli ambasciatori europei.

Anche senza comunicati stampa o lettere aperte.

Ad maiora