Giorno: 25 giugno 2012

Addio a Mario Scialoja, ambasciatore che si convertì all’Islam

L’ho intervistato più volte, trovandolo sempre interessante. La sua formazione diplomatica lo rendeva di una gentilezza – e profondità - estrema. Un contrasto spesso evidente con il volto cupo dell’Islam propagandato in questi anni.

Ci ha lasciati Mario Scialoja.

Questo il ricordo della Comunità religiosa islamica.

Che la terra le sia lieve.

Ad maiora

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Lo Shaykh Abd al Wahid Pallavicini e L’Imam Yahya Pallavicini partecipano con la CO.RE.IS. (Comunità Religiosa Islamica) Italiana alla scomparsa dell’Ambasciatore Mario Scialoja avvenuta nella giornata di ieri.
Diplomatico italiano convertito all’Islam, ha ottenuto il riconoscimento della Lega Islamica Mondiale come rappresentante per l’Italia e insieme allo Shaykh Pallavicini ha contribuito all’avviamento del Centro Culturale Islamico d’Italia, la Grande Moschea di Roma, quale luogo simbolico e significativo di irradiamento dell’Islam in italia, lavorando per conferire piena legittimità alla nostra religione.
L’Imam Yahya Pallavicini, Vicepresidente della CO.RE.IS. ne ricorda la sensibilità e integrità nella battaglia svolta insieme per avviare un dialogo con le Istituzioni Italiane e collaborare per il riconoscimento dell’Islam in Italia e la sua declinazione pratica  nel rispetto delle regole, favorendo la piena integrazione dei suoi fedeli. “ è stato un grande collega e compagno nel percorso di maturazione dell’Islam in Italia e nell’esperienza decennale di collaborazione con lo Stato per la risoluzione di tutte le necessità connesse alla presenza di milioni di fedeli musulmani: dalla sottoscrizione del Manifesto dell’Islam moderato in occasione del quale siamo stati ricevuti dal Presidente Azelio Ciampi e dal Presidente del Senato Marcello Pera, alla costituzione della Consulta per l’Islam italiano, istituita dal Ministro Pisanu e proseguita con il Ministro Amato, che ci vedeva entrambi presenti come componenti.  Questo esperienza si è conclusa per l’ambasciatore e amico Scialoja con le sue dimissioni dall’organismo sotto il successivo Ministero Maroni perché, da uomo coerente quale era, non voleva prestarsi a compromessi, pretendendo che i relatori delle commissioni che erano state istituite per affrontare nello specifico le esigenze dell’Islam, fossero musulmani  e non solo degli esperti verso i quali non nutriva la necessaria fiducia. Sono sinceramente dispiaciuto della sua scomparsa da un punto di vista innanzitutto personale, ma anche come valido alleato, sempre cortese e disponibile”.