Day: 8 giugno 2012

La comunicazione politica ai tempi di Silvio Berlusconi

Difficilmente faccio la spesa all’Esselunga. Pur non condividendo gli ostacoli che vengono messi in molte regioni rosse all’attività di Caprotti, non posso non dimenticare l’atteggiamento che questa catena ha nei confronti di sindacati e sindacalisti.
Oggi comunque ho fatto bene a mettere la testa tra i banconi del super.
Dove, tra i libri in vendita, ho trovato una chicca che mi era sfuggita. Il titolo vale più di mille mie parole: Come Berlusconi ha cambiato le campagne elettorali in Italia.
È stato pubblicato due mesi fa da Cipidue (l’unico loro volume al momento, da una rapida ricerca in rete) ed è curato da esperti che si occupano di comunicazione per il Cav. Di loro conosco solo Antonio Palmieri, che frequento da quando non era ancora deputato azzurro.
Il libro è ricco di vecchi poster elettorali che, osservati in questi giorni, hanno un effetto straniante: dalla discesa in campo e le vittorie alle urne sembrano passati secoli.
Il volume ha, naturalmente, l’introduzione del Capo (anzi del Dottore come veniva chiamato dall’ing. Possa – poi parlamentare e sottosegretario, ex compagno di scuola di Silvio ed ex Fininvest -quando mi occupai, mille anni fa, della nascita di quello che sarebbe stata Forza Italia).
La si può leggere nel sito creato appositamente:

http://www.campagneberlusconi.it/

Il libro (189 pagine, 16 euro ma scontato a 13,60 al super) è diviso nei vari capitoli in cui si è ramificata (e si ramifica) la propaganda berlusconiana: dai loghi agli spot, dalla nave azzurra al kit del candidato, dai sondaggi alle lettere a casa e a internet. Manca completamente la comunicazione tv ed è un peccato perché, nell’odierna videocrazia, non ha un ruolo secondario (soprattutto per SB).
C’è invece una sovrabbondanza di riproduzione di manifesti elettorali, che per chi come me è appassionato – grazie a Giampiero Piretto – di iconografia, risultano ipnotici.
Vengono ripubblicati anche alcuni poster con le migliori parodie alla famosa campagna anti-tasse (Più tasse per Totti): la stessa che ricordata oggi spiega l’allontanamento di tanti dal Pdl, ex miracolo italiano.
Un poster del 2006 racconta più di altri quel sogno, oggi diventato un incubo: La sinistra dice che tutto va male, lasciamola perdere. Accompagnato dal sorriso di Silvio.
Nel volume ci sono evidenti “dimenticanze”: come quando si mostra orgogliosi la campagna elettorale per i referendum costituzionali del 2006, che però furono sonoramente bocciati dal 61% dei votanti.
Non è sempre stato quindi un cammino di successi elettorali quello berlusconiano, anche se hanno ragione i curatori del libro a rivendicare il fatto che la sinistra li abbia spesso rincorsi sullo stesso terreno (senza arrivare fortunatamente al Contratto dal notaio Vespa). Ricordo ancora i giganteschi manifesti di Penati alle ultime Regionali lombarde: un cambio con sei marce (la sesta disegnata pure al posto sbagliato), abbinato allo slogan “È tempo di cambiare”. Il tutto in una delle regioni più inquinate e trafficate d’Europa.
Un libro, questo berlusconiano, più ricco di immagini che di testi, come è d’altronde la moderna comunicazione politica. Curiosamente, nelle poche parti scritte la parola che ricorre più spesso è “manipolazione”.
Ad maiora

20120608-220637.jpg

#Euro2012 In gol per la Russia l’osseto Dzagoev, di Beslan

Alan Dzagoev due volte in gol nella partita d’esordio della Russia, è uno dei giovani campioncini del Cska di Mosca, dove gioca dal 2007. Pur essendo nato nel 1990. E non in una città qualsiasi della Federazione russa: Beslan, in Ossezia del Nord.
Qui il sequestro da parte di terroristi ceceni di un’intera scuola il primo settembre del 2004 e il successivo intervento delle forze speciali russe causò 334 vittime, 186 delle quali bambini.
Per tornare al calcio, il giovane centrocampista russo in gol stasera contro la Repubblica ceca valeva, prima degli Europei dai 15 ai 20 milioni di euro.
La Russia, grazie a giocatori come lui ha quest’anno buone possibilità nel torneo.
Stasera ha segnato ai cechi. Questo invece una spettacolare rete agli slovacchi:

Ad maiora.

20120608-211534.jpg

#Euro2012 In rete Salpigidis, dal Paok rifiutò il trasferimento all’Olympiakos

Dimitris Salpigidis l’attaccante della Grecia, classe 1981, in rete contro la Polonia ha sempre giocato in madrepatria:

http://it.wikipedia.org/wiki/Dimitris_Salpigidis

Originario di Salonicco (seconda città greca, nella Macedonia ellenica) è un’idolo della focosa locale tifoseria del Paok:

Salpigidis è passato alle cronache sportive per essersi rifiutato di trasferirsi dal Paok agli avversari ateniesi dell’Olympiakos. Si accasò dal Panathinaikos prima di tornare al Paok.
Qui un bel pezzo sulla storia dei suoi tifosi, nemici dei colonnelli e amici degli ultrà del Partizan Belgrado:

http://laltrocalcio.blogspot.it/2012/01/salonicco-gli-ultras-in-nome-del-paok.html

Qui invece un recente gol di Salpigidis contro i suoi ex compagni del Pana:

Ad maiora

20120608-194234.jpg

#Euro2012 Lewandowski, torna profeta in patria

Il primo gol dell’Europeo 2012 lo segna, nella sua Varsavia, un polacco emigrato in Germania, Robert Lewandosski: http://it.wikipedia.org/wiki/Robert_Lewandowski
Era già un osservato speciale dopo l’ottimo campionato disputato nel campionato tedesco con Borussia Dortmund:

http://it.eurosport.yahoo.com/blog/euroscout-it/osservato-speciale-robert-lewandowski-100301619–sow.html

Il 12 maggio, con una tripletta, ha consentito alla sua squadra (in quel di Berlino) di conquistare la Coppa di Germania, battendo il Bayern Monaco. Questo uno dei suoi gol:

Ma soprattutto, grazie alle reti di Lewandowski, miglior giocatore della Bundesliga, il Dortmund ha vinto quest’anno il secondo scudetto di seguito (con una striscia di 26 risultati utili).
Ad maiora

20120608-183422.jpg

Il rock sveglia S.Siro: 4 ore di Boss per Milano

San Siro in questa grama stagione calcistica non si era ancora divertito tanto.
Ci sono volute 4 ore di un meraviglioso concerto di Bruce Springsteen per togliere un po’ di polvere e di noia su gradinate e soprattutto prato della Scala del calcio.
È stato l’evento più simile all’indimenticabile esordio del Boss nel 1985.
Salvo gli interventi (in ottimo italiano) sulla crisi che attanaglia Usa e Italia.
Niente scenografia, basta il rock. Incessante, senza pause, senza tentennamenti come è sempre stato quello di Springsteen. Che ha iniziato con le canzoni del nuovo disco, ma che non ha risparmiato tutte le canzoni classiche del suo repertorio: da Born in Usa a Dancing in the Dark.
Più volte il Boss ha dato l’impressione di volersi o doversi fermare per rispettare il vincolo della mezzanotte imposto per non disturbare il vicinato. E ogni volta è ripartito, sfidando i divieti, incapace di resistere all’effetto dei fan.
Come nell’85 è con Twist and Shout che chiude la performance, quando ormai il calendario indicava l’8 giugno.
Qui un po’ di foto.
Ad maiora.

20120608-010037.jpg

20120608-010142.jpg

20120608-010152.jpg

20120608-010200.jpg