Giorno: 2 aprile 2012

Le Pussy Riot restano in carcere. Mentre i parenti subiscono minacce

Ancora sulle Pussy Riot, gruppo punk rock che per un concerto anti-putiniano in una chiesa moscovita, rischiano sette anni di carcere.

Rimangono intanto, preventivamente in cella, perché serva da lezione ad altri: http://www.themoscowtimes.com/news/article/court-upholds-order-to-jail-third-pussy-riot-member/455656.html#ixzz1qUeXXiLI

I familiari denunciano di aver ricevuto minacce di morte:

http://en.rian.ru/society/20120328/172447275.html

Pro e contro il blitz “sacrilego” (che scalda i bigotti anche dalle nostre parti):

http://www.bloomberg.com/news/2012-03-28/putin-punk-rock-and-russian-orthodoxy-leonid-bershidsky.html

http://www.themoscowtimes.com/opinion/article/patriarch-kirills-apartment-buried-in-sand/455684.html

Buona lettura.

Ad maiora

La cucina del buon gusto. Anche tra le mura di un carcere

Una cucina come tante. Cuochi che preparano pietanze in grandi quantità. Se non ci fossero le sbarre alle finestre e il pesante portone che si apre solo grazie a grandi chiavi non si capirebbe di essere in un carcere. Seppure un carcere modello come quello di Bollate, alle porte di Milano. In questa grande cucina si preparano pasti per 350 detenuti ma anche per il catering esterno, gestito dalla cooperativa ABC per la quale lavorano nove detenuti. Che spesso escono, grazie all’articolo 21 della legge Gozzini. Per servire, vestiti di tutto punto, il cibo che loro stessi preparano a catering aziendali o sociali.

E’ in una realtà che è stato presentato il libro della Feltrinelli “La cucina del buon gusto”. Auditorium pieno anche se, come ha ironizzato una delle autrici, impossibilitato ad andarsene. Ma, persino in questi casi, la presenza e’ dettata dal libero arbitrio.

Oltre alla presentazione del libro, Simonetta Agnello Hornby e Maria Rosario Lazzati, scrittrici emigrate in Inghilterra, sono venute al carcere milanese per insegnare alcune ricette del delizioso volume nel quale si spiega quanto sia importante il cibo nella nostra vita

Il cibo cucinato in primis. Sottolineano infatti le due autrici: “Paradossalmente, proprio quando non è più indispensabile saper cucinare per mangiare bene – sia in casa, sia fuori – veniamo incoraggiati a preparare manicaretti da una moltitudine di programmi televisivi, rubriche radiofoniche, articoli e libri rispettivamente condotti e scritti da cuochi ormai diventati celebrity milionarie, a cui tutto è permesso”.

Aggiungono Agnello Hornby e Lazzati un altro paradosso dei nostri tempi: “Ironicamente, nei ristoranti di lusso che vorrebbero essere raffinati si servono porzioni minuscole su piatti enormi. La nostra epoca è caratterizzata da eccessi, dal troppo al troppo poco”.

Un libro ben scritto (al di là delle ricette che ragionevolmente – ammetto – mai farò), pentole, soffritto, cibo fresco e tanta voglia di far bene. Alla fine le porte del carcere si richiudono dietro di noi.  Ma quella fragranza di libertà ci segue fin oltre le mura di Bollate.

Ad maiora.

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 Simonetta Agnello Hornby

Maria Rosario Lazzati

La cucina del buon gusto

Milano, 2012

Feltrinelli

Pagg. 281

Euro 16

Ps. Il servizio sulla presentazione in carcere andrà in onda mercoledì alle 7.30 su Rai 3 a Buongiorno Regione Lombardia.