Day: 22 febbraio 2012

Da J.Ax a Obama. Musica e politica di qua e di là dall’Oceano.

La differenza tra me e te, cantava qualche mese fa Tiziano Ferro.
Un ritornello che mi è tornato alla mente nella querelle tra J.Ax e il Pdl per il nuovo inno del partito, scritto dalla parlamentare Maria Rosaria Rossi, già comparsa nelle cronache gossipare del nostro meraviglioso paese:

http://www.giornalettismo.com/archives/203951/maria-rosaria-rossi-chi-e-la-deputata-che-ha-aiutato-berlusconi-a-scrivere-linno/

J.Ax in un discorso alla nazione (con tanto di doppio tricolore, uno alle spalle, ma con in vista anche sigarette e accendino) precisa che non trattasi di plagio:

La canzone, tatuata sulla pelle dei fan, è questa:

Qui trovate le parole della canzone berlusconiana invece:

http://andreariscassi.wordpress.com/2012/02/21/da-meno-male-che-silvio-ce-a-gente-che-non-prova-invidia-nuovo-inno-pdl/

Mentre pensavo a tutto questo non ho potuto non riflettere sul fatto che Barack Obama nella notte ha ospitato un concerto alla Casa Bianca con star quali B.B King e Mick Jagger.
Obama ha sottolineato il ruolo particolare che la musica nera ha avuto nella storia della liberazione degli afro-americani: “Il blues ci ricorda che siamo passati attraverso tempi piu’ duri di quelli attuali. Oggi sono orgoglioso di avere questi artisti qui, non solo come fan, ma anche come presidente. La loro musica ci insegna che quando ci troviamo di fronte a un bivio non scappiamo mai davanti ai problemi. Li facciamo nostri, li fronteggiamo, facciamo i conti con loro. Su di loro, cantiamo su di loro, li trasformiamo in arte. E anche se ci confrontiamo con le dure sfide di oggi, possiamo sempre immaginare un futuro migliore. Questa è una musica di umili origini. Affonda le sue radici nella schiavitù e nella segregazione, in una società’ che raramente trattava i neri d’America con la dignità e il rispetto che meritavano. Era la testimonianza di quei tempi duri. Tantissimi uomini e donne cominciarono a cantarlo. E il blues è andato oltre, ha sfondato ogni confine, andando oltre le zone in cui era nato. E’ migrato al nord, dal delta del Mississippi a Memphis, sino alla mia città, Chicago. Ha provocato la nascita del Rock and Roll, del Rhythm and Blues, sino all’Hip Hop. Ha ispirato artisti e il pubblico di tutto il mondo. E gli artisti di stasera ci dimostrano che il Blues continua a raccogliere le folle. Perché questa musica parla di qualcosa di universale. Nessuno attraversa la propria vita senza gioia e dolore, trionfi e insuccessi. Il blues parla di tutto questo, a volte con una sola nota e una sola parola”.
Il programma della serata è stato chiuso dagli artisti che tutti assieme hanno intonato “Sweet Home Chicago”‘ in onore di Obama.
Il primo presidente nero si è messo anche a cantare:

Altro che Apicella.
Ad maiora

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