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Se il virus della battuta contagia anche il ministro Cancellieri

07 feb

I vostri figli non sono vostri figli.
Essi sono figli e figlie della brama della Vita per la vita.
Essi vengono attraverso voi ma non per voi
E benché essi siano con voi, essi non appartengono a voi.
Voi potete dare loro il vostro amore, ma non i vostri pensieri, poiché essi hanno i propri pensieri.
Voi potete custodire i loro corpi, ma non le loro anime, poiché le loro anime dimorano nelle case di domani, che non potrete visitare, neppure in sogno.
Potete essere come loro, ma non cercare di farli simili a voi, poiché la vita procede e non si ferma a ieri.
Voi siete gli archi e i vostri figli frecce vive scoccate lontano, verso il futuro.
Khalil Gibran, Il Profeta

So che è un po’ uno spreco citare questo poeta libanese per una patetica diatriba politica italica.

Ma mi è venuta in mente questa poesia sui figli sentendo le battute del ministro Cancellieri che seguono quelle della Fornero e quelle di Monti. Senza dimenticare Martone. Tutti poi si scusano o dicono di essere stati fraintesi.

Ho già scritto qualche giorno fa sull’incapacità per questo governo di tecnici di comunicare.

Col passare del tempo, la fase quattro del governo si rivela quella delle battute. Per lo più sui giovani del paese.

Berlusconi, lasciando Palazzo Chigi deve avere lasciato il virus della frase scherzosa. Che non faceva ridere prima e lo fa ancor meno ora.

Si è passati dal sogno (anzi, miraggio) berlusconiano del milione di posti di lavoro a un governo che - de facto – passa il tempo a cercare di convincere i giovani a laurearsi in fretta e scappare all’estero.

Il ministro Cancellieri, ultima tra i battutisti, sostiene che i ragazzi italiani vogliono stare attaccati alle gonne di mamma e ai pantaloni di papà.

Ha presente vagamente cosa voglia dire vivere da precario?

Ha idea di come farebbero le giovani coppie a gestire i figli senza avere i nonni vicino a casa?

Come diceva giustamente Peter Gomez poco fa ad Agorà nessun giovane ambisce a restare in casa dei genitori se non vi è costretto da necessità.

La famiglia è peraltro la struttura che ha tenuto in piedi il paese in questi momenti di crisi. Ma forse, tra Prefetture e Viminale non se ne è accorta.

Chiudo con un altra citazione, di Giorgio La Pira. Che sembra scritta un milione di anni fa. Ma che dovrebbe essere l’l'obiettivo di chi governa questo paese.

Una famiglia deve avere una casa dove abitare, una fabbrica dove lavorare, una scuola dove crescere i figli, un ospedale dove curarsi e una chiesa dove pregare il proprio Dio.

Ad maiora

 

About Andrea Riscassi

Andrea Riscassi, classe 1967, è giornalista della Rai di Milano. Laureato in Giurisprudenza alla Statale di Milano, ha iniziato prima a Società Civile, poi al Corriere della Sera per approdare in televisione nel 1991, dapprima a Lombardia7, poi alla Rai, dove ora è caposervizio alla Tgr Lombardia. Per il servizio pubblico ha seguito vicende di cronaca e politica in Italia e nel mondo (dalle guerre balcaniche in poi). Ha collaborato con Gianni Riotta ed Enrico Deaglio a “Milano, Italia” e con Enzo Biagi a “Il Fatto”. È stato uno degli intervistatori di “Dodicesimo round” (Rai Due). LIBRI: Ha curato (con Paolo Costa) Al nostro posto, antologia di scritti di Piero Gobetti (Limina, 1996). Nel 2007, il primo libro, “Bandiera arancione la trionferà” (Melampo), sulle rivoluzioni liberali nell’est Europa. Nel 2009 è uscito il secondo libro dedicato proprio alla Politkovskaja: “Anna è viva, storia di una giornalista non rieducabile” (Sonda). RICONOSCIMENTI: Dal 2006 sta cercando di tenere viva la memoria di Anna Politkovskaja. Per questo suo impegno nel 2008 è stato insignito della medaglia d’oro della Provincia di Milano. Nel 2010 il Comune di Somaglia lo ha insignito del premio giornalistico Mario Borsa. DOCENZE: Dal 2009 è tutor per la Formazione Tv presso la Scuola di giornalismo Walter Tobagi dell’Università degli studi di Milano. Dall’anno accademico 2011/2012 insegna Teorie e tecniche della comunicazione radio-televisiva alla Facoltà di Lettere e filosofia dell’Università degli studi di Milano.
4 Comments

Pubblicato da su 7 febbraio 2012 in Pensieri

 

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4 risposte a Se il virus della battuta contagia anche il ministro Cancellieri

  1. Pietro Ferrari

    7 febbraio 2012 at 09:46

    Bravo Andrea, articolo molto bello e opportuno.

     
  2. ombreflessuose

    7 febbraio 2012 at 10:01

    Ciao Andrea, mi piacerebbe tanto conoscere la vita che fanno i figli di questi Comici (che non fanno ridere, ma piangere tanto di rabbia)
    Buona giornata
    Mistral

     

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