Day: 25 gennaio 2012

Putin si sceglie gli avversari: sì Prokhorov, no Javlinskij

La commissione elettorale russa (la cui indipendenza la si è potuta plasticamente osservare alle ultime, contestate, elezioni parlamentari di dicembre) ha deciso chi potrà sfidare il piccolo zar Vladimir Putin alle presidenziali del 3 marzo.

Grigorij Javlinskij, vecchio leader dell’opposizione liberale (ormai in disarmo) non ha avuto nemmeno l’onore delle armi e non potrà candidarsi.

Per la commissione avrebbe presentato firme invalide. Difficile, in questo caso, sperare in un decreto del Colle (pardon, del Cremlino) che sani la situazione.

Javlinskij guida quel che resta del partito della mela (Jabloko), bandiera liberale, ammainata da anni.  

Il 4 marzo sulle schede i russi potranno trovare, oltre a Putin, altri quattro candidati. Il leader dei social democratici Sergei Mironov, il nazionalista Vladimir Zhirinovsky e il leader comunista Gennadij Zyuganov. Quest’ultimo è l’unico che possa ambire al ballottaggio, semmai Putin non dovesse raggiungere la maggioranza assoluta.

A sorpresa – ma non troppo – la commissione elettorale ha accettato come candidato anche il milionario Mikhail Prokhorov.

Le sue firme sono state giudicate perfette.

Proprietario della squadra Nba dei New Jersey Nets, Prokhorov è il terzo uomo più ricco della Russia. Chiede limitate riforme di mercato e finora si è astenuto dal criticare direttamente l’operato del primo ministro e candidato presidenziale Vladimir Putin.

Forse anche per questo le sue firme sono piaciute così tanto.

Ad maiora.

Quel gran genio del mio amico. Nomfup e nn solo

Di Filippo Sensi, inventore di Nomfup e ora collaboratore della Lettura del Corriere della sera, ho già scritto qualche tempo fa:

http://andreariscassi.wordpress.com/2011/10/10/quel-genio-di-filippo-sensi/

Ora (che è pure diventato vicedirettore di Europa) a FIlippo è stata fatta una videointervista. Se riuscite a non farvi confondere dalla musichetta, domande e risposte su internet e politica sono molto interessanti:

http://youtu.be/Xj1n2eJB6dw

Come dicevo ieri a un’amica, in qualche paese più a nord del nostro, Sensi sarebbe ministro. Ma non essendo il figlio di un ministro, non può neanche sognare di diventare sottosegretario.

Ad maiora

Lacrime & sfigati. I tecnici travolti dalla tv

Ha cominciato il ministro Fornero con le sue lacrime in diretta tv.
Da quel momento, il governo dei tecnici ha preso una china comunicativa decisamente imbarazzante.
Per interrompere la lunga stagione berlusconiana occorreva un inversione di tendenza anche sul fronte delle comunicazioni ai cittadini. Per ora non ci siamo.
Certo, non si vedono più i comizi notturni o le cene (eleganti) del lunedì. Né le telefonate in diretta a Biscardi o a Ballarò.
Anche se abbiamo avuto, anche in questo governo, qualcuno che aveva vacanze pagate “a suo discapito” e abbiamo, ancora, ministri con case vicine al Colosseo a prezzo di discount.
Ma il vizio di lanciarsi in scorribande televisive e in dichiarazioni dissennate sembra essere un’eredità lasciata dai berluscones e subito accolta dal nuovo esecutivo.
Il Presidente del consiglio d’altronde continua a essere – in tv ma non solo – chiamato “premier”, errore sia politico (la riforma costituzionale in tal senso fu bocciata dal popolo italiano) sia giornalistico (l’italiano è una lingua ricchissima, solo la pigrizia può spingerci ancora nella terminologia britannica dove peraltro il Premier ha ben altro peso rispetto al nostro Presidente del Consiglio).
E per non smentirsi, il “premier” Monti è andato a spiegare la Fase 1 da Vespa. Nelle ultime settimane, per illustrare (e per par condicio) la Fase 2 ha fatto il giro dei salotti televisivi più graditi a sinistra. Con i risultati che sono sotto gli occhi di tutti.
La lentezza della comunicazione montiana non tragga in inganno. Prodi ha vinto due campagne elettorali, pur parlando con ritmi da Prima Repubblica.
Monti comunque sembra non aver convinto molti, visto quel che succede del paese. Che non so quanto abbia capito della Fase 2 (il decreto è uscito in Gazzetta ben dopo essere passato in tv).
Per tornare alla Fornero (anzi a Fornero visto che il ministro non vuole essere chiamata “La Fornero”, anche se sono certo che i suoi studenti, tra loro, l’avranno sempre battezzata così) anche ieri nei servizi tv sembrava una docente che rimprovera gli studenti: dove avete letto questa frase? chiedeva, senza attendersi risposta (dai sindacati in questo caso).
Il ministro della Difesa (che dalla Annunziata si è dimostrato di un’antipatia rara) potrebbe ad esempio dirci che, per la crisi e per ragioni etiche, blocca nuovi costosi aerei (ma dimenticavo che è un ammiraglio).
Il ministro Clini non ha avuto il tempo di andare nemmeno mezza giornata al Giglio. L’agenda era troppo piena di impegni televisivi.
In assenza di Brunetta, infine ieri ci ha pensato il sottosegretario Martone (figlio di un notissimo magistrato) a definire “sfigati” quanti non si sono laureati a 28 anni. È così che si motivano i ragazzi?
La fine del berlusconismo inizierà quando avremo dei politici che penseranno più al fare che al parlare in tv.
Ad maiora

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