Day: 22 gennaio 2012

Il corteo nazionalista di Budapest visto dall’altra Ungheria

Ieri a Budapest sono scesi in piazza i sostenitori del governo nazionalista di Orban. In centomila hanno sfilato per questo “corteo della pace” (non so perché ma il nome – vagamente surreale – mi ha fatto venire alla mente la strada dell’Amicizia che univa Belgrado a Zagabria e che fu una delle prime a essere chiusa durante il conflitto).
Sui giornali ne ho trovato poche tracce. Io l’ho seguito sui siti ticinesi: http://www.tio.ch/Estero/News/665892/Corteo-di-pace-migliaia-di-ungheresi-in-piazza-per-Orban
Ma, soprattutto, l’ho osservato a distanza leggendo i commenti su quel fantastico gruppo su Facebook che è “L’altra Budapest ama la Repubblica d’Ungheria” (la maggioranza di destra ha infatti cambiato la Costituzione e ora il paese non si chiama più “Repubblica di”, ma solo Ungheria).
Sul forum sono state – e anche mentre scrivo vengono aggiunte- foto della manifestazione, con slogan anti europei, con il volto della Madonna stampato sulla bandiera magiara, con la mappa del Grande Ungheria e via dicendo.
I commenti (per lo più di ungheresi che si sono trasferiti in Italia) alle foto sono fantastici e dimostrano la vitalità di quanti hanno lasciato il loro paese ma gli sono affezionati. E si sentono fondamentalmente europei. Uno tra gli scritti, mi ha aperto più di altri il cuore (di questa mattinata passata a poche centinaia di metri da un raduno leghista…). Quello di Alexandra che sulla Grande Ungheria (tanto simile alla Grande Serbia, alla Grande Albania, a quelle “miserie dei piccoli Stati” mirabilmente descritti da Bibò) scrive: “Non devono cambiare i confini, ma la testa della gente”. E poi aggiunge: “Se non cambia la testa della gente, non ci sarà bisogno di confini”.
Andate a leggere.
Buona domenica.

Ad maiora

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