Giorno: 18 dicembre 2011

Addio al grande Vaclav Havel

Chi si adatta alle circostanze, le crea. Vaclav Havel

L’ultimo incontro che avrebbe dovuto fare in Italia, a Trento, era saltato per ragioni di salute:

http://trentinocorrierealpi.gelocal.it/cronaca/2011/06/01/news/festival-economia-forfait-di-havel-al-suo-posto-incontro-con-i-sindaci-neoeletti-4337196

Oggi si è spento a Praga, Vaclav Havel, protagonosta della Rivoluzione di Velluto cecoslovacca e uno dei più grandi intellettuali europei:

http://it.wikipedia.org/wiki/V%C3%A1clav_Havel

Per chi voglia capire quel che è successo, quel che succede e – spero - quel che succederà nelle democrature dell’est Europa (e non solo), consiglio la lettura di un libro (che a mia volta mi è stato consigliato da Gabriele Nissim) di Havel: Il potere dei senza potere (Garzanti, 1991).

Scriveva Havel a proposito della dissidenza e alla nonviolenza: «I “movimenti dissidenti” si caratterizzano per l’opinione che vede il cambiamento del sistema come qualcosa di esteriore, di secondario, che di per sé non garantisce niente. La sterzata di un’astratta visione politica del futuro verso l’uomo concreto e la sua difesa reale “qui e ora” si accompagna naturalmente quindi all’opposizione decisa contro ogni violenza “in nome di un futuro migliore” e alla profonda sfiducia che un futuro costruito con la violenza possa essere realmente migliore e non contrassegnato dagli stessi mezzi con cui lo si è raggiunto. Non si tratta di conservatorismo o di “moderazione” politica: i “movimenti dissidenti” non puntano alla trasformazione politica violenta non perché considerino questa soluzione troppo radicale ma, al contrario perché è poco radicale».

E così il grande intellettuale spiegava come l’espulsione dall’Urss di Solženicyn  servisse a “tamponare la verità”: «Perché Solženicyn è stato espulso dalla sua patria? Certo non perché unità di potere reale: certamente non perché un qualche rappresentante del regime si sentiva minacciato dal pericolo che Solženicyn si mettesse al suo posto. La sua espulsione fu qualcos’altro: il disperato tentativo di tamponare quella terribile sorgente di verità, una verità di cui nessuno poteva prevedere quali cambiamenti un bel giorno avrebbero potuto condurre. Il sistema post-totalitario si comportò nel modo che gli è stato proprio: difese l’integrità nel modo dell’“apparenza” per difendere se stesso».

Che la terra ti sia lieve, caro Vaclav, grandissima e insostituibile sorgente di verità.

Ad maiora.