Mese: dicembre 2011

Comunità siriana milanese ancora in piazza contro la repressione

Hanno iniziato a marzo in piazzale Loreto e concluso oggi in piazza Castello. La comunità siriana di Milano non ha mai smesso di manifestare in solidarietà con quanti nel loro paese stanno lottando contro la repressione.
“Qui non rischiamo la vita come in Siria, mi dice Shady, ma è importante scendere in piazza e fare sentire che ci siamo”.
In questi giorni, nemmeno la visita degli osservatori della Lega Araba ha fermato il massacro di civili in Siria. Che prosegue nel disinteresse di molte organizzazioni internazionali.
I siriani a Milano chiedono che i media raccontino (seppure da lontano visto che il regime impedisce l’ingresso ai giornalisti) quel che sta accadendo in Siria. Dove la rete sta raccontando, seppur in modo frammentario e senza possibilità di verifiche, le stragi.
In questo video i momenti salienti del presidio:

Auguri a quanti si battono per la libertà.

Ad maiora.

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Help Us Name a Street in Milan after Anna Politkovskaja

In 2015, thanks to the EXPO, Milan will become a window on the world.

The city which gave birth to world renown writers such as Manzoni and Beccaria will, while highlighting the problem of hunger in the world, also draw attention to respect for fundamental human rights, up to and including freedom of the press.

In recent years, one person stood out at international level for journalism that “tells it like it is” – that person was the late Anna Politkvoskaja.
Death threats, arrests, poisonings, fake firing squads, and even isolation were not enough to silence this courageous Russian journalist.
5 Years ago, on the 7th October 2006, Anna Politkvoskaja was shot and killed on the doorstep of her own home.

While Russian justice is attempting, albeit hesitantly, to identify those who shot Anna, there is, and perhaps always will be, mystery surrounding the person, or persons, who ordered the killing.
“I see everything, this is the problem”, Anna Politkovskaja once wrote. Anna was murdered solely because she wanted to do her job as a journalist.

Although Milan has dedicated public gardens to the memory of noted Italian journalist Indro Montanelli, another of its sons, Enzo Biagi remains unrecognised having never been awarded Milan’s highest honor, the Ambrogino d’oro.
Now, the city has an opportunity to redeem itself.

In 2009, after an online petition and a popular mobilization (organized by Annaviva and Gariwo), a tree in the Garden of the Righteous on Monte Stella in Milan has been dedicated to the name of Anna Politkovskaya by Milan City Council. Other Italian cities like Genoa and Brescia have followed this example.

Today, as supporters of this cause, we ask Milan City Council and Mayor Pisapia to go a step further and put the city of Milan on a par with others in the world.
Streets have been named after Anna Politoskaja in many European cities – from Rome to Tbilisi, Toulouse to Ferrara – so we respectfully request Milan City Council to name a street or a square in memory of Anna Politkovskaya’s in the city which will host the 2015 Universal Exposition.
If, indeed, a new wind is blowing within Italy’s “moral capital”, we believe this is our chance to prove it to the whole world.

To sign this petition, please send an e-mail with your name and profession to this address: unaviaperanna@gmail.com
After signing, we would greatly appreciate it if you would help promote the petition and encourage others to add their signatures. Thank you.

Contact and info
info@annaviva.com

http://annaviva.com/

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Milano, a fatica, piega Avellino

Il Forum di Assago è abbastanza pieno malgrado la magra figura di S.Stefano al derby. Il basket sembra essere tornato di moda a Milano. Merito prima di Gallinari e ora del passaggio del turno in Eurolega. Il popolo biancorosso è ad Assago anche per capire se la squadra di Scariolo è quella remissiva di Cantù o quella garibaldina di Belgrado. Di fronte ha Avellino che non è venuta a vedere lo spettacolo. I biancoverdi colpiscono Milano nel suo punto debole: la difesa dall’arco. Il primo quarto, grazie a una gragnuola di triple, si chiude sul 17-29. La Sidigas prosegue ad asfaltare l’Armani anche nel secondo quarto. Milano si tiene in scia grazie a Bousouris e va all’intervallo sotto di 8 (39-47). Il Forum mugugna. Nel terzo quarto, Milano migliora in difesa ma litiga sempre col canestro (53-61). Nell’ultima frazione l’Armani si sveglia e pareggia a 69. Sullo slancio arriva a 77 dove, dopo vari errori e schemi confusi, viene raggiunta dalla Sidigas. Che a un minuto e mezzo dalla fine torna avanti. Nuovo pareggio a 80. E nuovo vantaggio grazie a un Giachetti in grande spolvero. Finale da cineteca con Milano che rimane fredda ai liberi (ma misteriosamente non fa falli) e Avellino che segna 9 punti in 30 secondi, con tre triple spaziali. Non basta. L’Armani chiude il 2011 con una vittoria: 90-89.
Ad maiora

Appello degli amici per Roberto Straccia

L’amica Silvia Ilari mi gira questo appello ai mass media scritto dagli amici di Roberto Straccia, lo studente scomparso da molti giorni a Pescara.

Lo pubblichiamo sperando possa essere utile a farlo ritrovare.

Ad maiora.

…………………

Innanzitutto ringraziamo tutti coloro che stanno contribuendo alla ricerca del nostro amico Roberto.

Noi conosciamo Roberto da circa quattro anni, abbiamo cominciato con lui l’esperienza universitaria e insieme abbiamo mosso i primi passi verso quello che sarà il nostro primo traguardo di vita.

Lui questo traguardo lo sta raggiungendo, sta per laurearsi grazie a  tanta determinazione e sacrifici. Roberto ha sempre aiutato noi a non mollare mai, di fronte a qualsiasi difficoltà, di fronte a qualsiasi esame che ci sembrava impossibile da superare.

Lui c’è, Lui c’è sempre stato, per poche persone, perché i suoi affetti sono veri, sinceri; non si circonda di affetti ipocriti o deboli, non ne è capace.

Ci ricordiamo le prime volte in cui lo abbiamo visto a lezione, con la sua carnagione così scura, con i suoi folti capelli neri…è bastato soltanto guardarlo negli occhi e vedere il suo sorriso per capire la persona pura e speciale che è.

Tra serate trascorse insieme, noiose ore di lezione, lavori di gruppo…pian piano abbiamo capito che non avremmo potuto più fare a meno di lui e che sarebbe diventato un nostro punto di riferimento, perché in lui di instabile non c’è nulla.

È lui che porta stabilità nelle nostre vite, che porta ordine nei nostri disordini e nelle sregolatezze a cui qualsiasi ventenne può essere soggetto.

Roberto è più grande di noi, è quello più maturo, il portavoce di valori sani che rivendica con fierezza, capace di trovare il buono anche dove non c’è.

All’inizio ci sembrava così surreale la sua quasi “perfezione”, la sua precisione in tutto ciò che fa, il suo massimo rispetto per il prossimo: ma in questi giorni abbiamo capito tutto, grazie al contatto diretto con la sua famiglia, la sua meravigliosa famiglia.

Mario e Rita hanno fatto dei loro figli due persone esemplari, crescendoli in modo così semplice e naturale. La genuinità è la loro caratteristica principale. La bontà che li contraddistingue ci ha riempiti di gioia, ci sentiamo di ringraziarli perché senza loro non avremmo mai incrociato lungo il nostro cammino una persona speciale come Roberto.

Ci sentiamo davvero fortunati perché di persone così ce ne sono davvero poche, e una di esse è nostro amico. Rendere l’idea di chi sia questo piccolo grande uomo non è facile, ma ci abbiamo provato ed ora il nostro appello va a tutti voi: vi chiediamo di aiutarci, con tutti i mezzi che avete a disposizione, in qualsiasi modo vi sia possibile.

È un momento particolare questo…tra le festività natalizie e l’inizio di un nuovo anno…un’atmosfera speciale aleggia nell’aria, ma questi giorni di festa non saranno come quelli passati se lui non sarà con noi. Per questo, vi chiediamo di mantenere vivo anche durante le festività l’interesse per questa vicenda in modo che non passi inosservata.

Vi chiediamo collaborazione e di riferire a noi o alle forze dell’ordine tutto ciò che sapete, che avete visto o che eventualmente vedrete, anche ciò che vi potrebbe sembrare irrilevante. Soprattutto,però, vi domandiamo di fermarlo e intrattenerlo.

Siamo certi del vostro appoggio e ve ne siamo grati. Noi abbiamo bisogno di lui, abbiamo bisogno che lui torni, abbiamo bisogno della sua solarità e del suo immenso cuore.  Questo non è il nostro punto di arrivo ma di partenza.  Non ci fermeremo. Grazie.

Putin irride l’opposizione. Che insiste: via il presidente della Commissione elettorale

Il primo ministro russo Vladimir Putin ha respinto le richieste di colloqui con i leader dell’opposizione che hanno portato decine di migliaia di persone in piazza per chiedere la fine del putinismo.

Vladimir Putin, incontrando i giornalisti, ha detto di non sapere cosa vogliano i manifestanti cui si è rivolto in modo – more solito – sprezzante: “Dovrebbero formulare una sorta di piattaforma comune e una posizione comune, in modo che sia possibile capire a cosa ambiscano”. “C’è una piattaforma comune? No. Chi è lì per parlare e di cosa?’.

Putin non è stupido. Sa che la sorta di Cln nato nelle piazze moscovite è estremamente eterogeneo e ha un punto principale di aggregazione: il desiderio che Putin torni nella sua dacia dove potrà esercitarsi nelle attività ginniche che preferisce.

La seconda richiesta collettiva delle opposizioni è quella di ripetere le elezioni politiche viziate da numerosi ed evidenti brogli. Occorrerebbe anche cambiare legge elettorale. Il porcellum russo è peggio che una porcata e, oltre allo sbarramento del 7%, impedisce aggregazioni prelettorali e di fatto la nascita di nuovi partiti.

Le opposizioni chiedono però soprattutto, in queste ore, una vittima simbolica, ossia la testa di chi guida la commissione elettorale:

http://www.tmnews.it/web/sezioni/nuovaeuropa/PN_20111224_00094_NE.shtml

Vladimir Churov, presidente della Commissione elettorale, è d’altronde un putiniano di ferro. Ha lavorato al Comune di Pietroburgo e poi con Vladimir Putin. E’ stato anche membro della Duma per il partito “liberale” di Zhirinovskij.

Essendo laureato in fisica, per poter nominare Churov a guidare la commissione elettorale, lo staff di Putin ha dovuto cambiare la norma che prevedeva una laurea in legge per ricoprire quell’incarico.

Putin sta d’altronde cercando di serrare le fila per arrivare indenne alle presidenziali di marzo quando spera di conquistare il terzo mandato (non consecutivo).

Churov, rimanendo al suo posto, potrebbe dare quell’aiutino che permetta al buon Vladimir di evitare un imbarazzante ballottaggio.

Ad maiora.