Giorno: 12 novembre 2011

LA CADUTA DEL DRAGO VISTA DALLA TELEVISIONE (CON PICCOLA INTEGRAZIONE)

Su Rai uno si canta e si balla. Ma si balla anche in piazza del Quirinale, dove migliaia di persone festeggiano la fine di Berlusconi, per le prime dimissioni in diretta tv e web. Mai come questa sera la tv è sembrata distante dal paese reale. Bambini, per lo più obesi, che cantano davanti a genitori sorridenti, mentre lo Stato va a rotoli (o cerca di non andarci).

Su Raidue un telefilm americano. Con ritmi giudiziari distanti anni luce da quelle delle nostre aule. Aule decadenti, a differenza di quelle che vediamo sugli schermi televisivi. Durante gli anni della dittatura in Albania la nostra tv sembrava l’Eldorado. Durante il berlusconismo (senza imposizioni) sono stati gli Usa e la loro cultura televisiva il nostro Eldorado. Sarà una delle macerie più difficili da rimuovere (come quelle – materiali – della città dell’Aquila, cui va il mio pensiero).

Raitre anche stasera giustifica il canone (come Rainews), – dal Tg3 a Floris – l’attenzione sul paese reale. Quello che internet non ha però ancora insegnato alla tv è che una telecamera davanti al Quirinale, con i suoi effetti, vale più di mille parole.

Su Rete4 (dopo un Fede tristerrimo) in onda il film “Spy game”. Un titolo, un programma. Ci sono traditori anche qui…

Su Canale5 uno dei massimi esempi di lavaggio del cervello agli italiani (e, purtroppo, soprattutto alle italiane). #maipiù C’è posta per te, con le sue lacrime riprese e la finta pietà della conduttrice. Tutti a farsi allegramente i fatti altrui.

Italia Uno il sabato sera si dedica ai film per i piccini (l’ennesimo Shrek, nella fattispecie). La caduta del suo padrone (dal governo) non ha cambiato programmazione. Meglio un mostro verde.

Finisco con La7 che da quando è arrivato Mentana (che pure ha servito SB per molti, molti, molti anni) è diventata davvero imprescindibile. Tg incentrato tutto sulla caduta (a differenza del Tg1, stasera impegnato in Esteri – compresa Pippa Middletone – e cronaca nera). Dopo Mentana, Telese e Porro (con Ferrara in diretta).

Personalmente mi sono informato su quel che accadeva grazie alla diretta del Corriere.it.
La tv era accesa, ma muta.

Ad maiora.

Ps.1. Vorrei che ci fossero più programmi di approfondimento condotti da donne.

Ps.2. Un pensiero in queste ore non può non andare a Veronica Lario che due anni fa disse all’Ansa parole illuminanti: “Qualcuno ha scritto che tutto questo è a sostegno del divertimento dell’imperatore. Condivido. Quello che emerge dai giornali è un ciarpame senza pudore. E tutto in nome del potere..Figure di vergini che si offrono al drago per rincorrere il successo e la notoretà…e per una strana alchimia, il paese tutto concede e tutto giustifica al suo imperatore.
Ho cercato di aiutarlo…ho implorato le persone che gli stanno vicino di fare altrettanto, come si farebbe con una persona che non sta bene. E’ stato tutto inutile. Credevo avessero capito…mi sono sbagliata. Adesso dico basta”.
Basta adesso l’hanno detto tutti. Ma con anni di ritardo.

Ps.3. Tg1 breve (per Gran Premio) del giorno dopo. Nessun pezzo sulle contestazioni al Quirinale. Ma sotto il pezzo di Sonia Sarno si sentono distintamente gli effetti: “Buffone, buffone!”. Decontestualizzati sono ancora peggio! #sapevatelo

VOGLIAMO A MILANO VIA POLITKOVSKAJA!

Da oggi, 12 novembre, l’associazione Annaviva lancia una nuova raccolta firme per Anna Politkovskaja, cui vorremmo fosse dedicata una via a Milano. Vi chiediamo di aderire inviando una mail all’indirizzo che trovate in fondo.
Ad maiora.
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Milano nel 2015 sarà – grazie all’Expo – una vetrina internazionale.
La città che ha nel proprio gonfalone Sant’Ambrogio e che ha dato i natali a Manzoni e Beccaria ha l’occasione per non far dimenticare, oltre alla fame del mondo, il rispetto dei diritti umani e della libertà di stampa.
In questi anni, una figura più di altre, ha rappresentato a livello mondiale il giornalismo “dalla schiena dritta”: Anna Politkovskaja.
Per mettere a tacere la coraggiosa giornalista russa non sono bastate le minacce, gli arresti, gli avvelenamenti, i finti plotoni di esecuzione, l’isolamento.
5 anni fa, il 7 ottobre del 2006, è stata assassinata nel portone di casa sua. La giustizia russa sta tentando – pur tra molti tentennamenti – di trovare chi le abbia materialmente sparato. Mentre resta (e forse resterà) un fitto mistero sui mandanti.
“Io vedo tutto, questo è il problema” scriveva Anna Politkovskaja, uccisa solo perché voleva fare il suo mestiere: la giornalista.
Milano ha dedicato i propri giardini pubblici a Indro Montanelli, mentre ha platealmente mancato la consegna dell’Ambrogino d’oro a un altro dei suoi figli adottivi: Enzo Biagi.
Ora c’è un’occasione di riscatto.
Nel 2009, dopo una raccolta firme on line e una mobilitazione popolare (organizzate da Annaviva e Gariwo), Palazzo Marino ha dedicato ad Anna Politkovskaja un albero nel Giardino dei Giusti al Monte Stella. Altre città italiane hanno seguito questo esempio (da Brescia a Genova).
Oggi, noi firmatari di questo appello, chiediamo al Comune di Milano, al sindaco Pisapia, di fare un passo in più, di mettere la città al pari di altre nel mondo, da Roma a Tbilisi, da Tolosa a Ferrara.
Dedicando ad Anna Politkovskaja una via o una piazza della comune che tra pochi anni ospiterà l’Esposizione universale.
Se davvero un vento nuovo soffia sulla “capitale morale”, crediamo che questa sia l’occasione giusta per dimostrarlo.
A tutto il mondo.

Per aderire, mandare una mail con nome, cognome e professione a questo indirizzo: unaviaperanna@gmail.com