Mese: novembre 2011

FIAMMETTA CAPPELLINI DI AVSI CANDIDATA A DONNA DELL’ANNO

Ricevo dagli amici di Avsi questa notizia relativa a Fiammetta, responsabile dei progetti ad Haiti. Di lei ci siamo occupati a più riprese in questo blog:

http://andreariscassi.wordpress.com/tag/fiammetta-cappellini/

Di lei mi ero occupato per Tv7 quando andai sull’isola caraibica per l’emergenza colera:

http://www.avsi.org/2011/08/06/video-haiti/

Venerdì 2 dicembre verrà assegnato il premio.

Chi vuole e può, la sostenga.

Ad maiora.

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PREMIO INTERNAZIONALE “DONNA DELL’ANNO 2011”:

Fiammetta Cappellini, responsabile Fondazione AVSI in Haiti, unica italiana candidata

Premiazione: Aosta, 2 dicembre 2011, ore 19.30, Teatro G. Giacosa

Tutti possono votarla e farla vincere: http://wdd.consiglio.regione.vda.it/rp/wp/

Il premio internazionale “Donna dell’anno” è patrocinato dal Ministero delle Pari Opportunità, in collaborazione con il Ministero degli Affari Esteri Italiano,la Regione Autonoma ValleD’Aosta,la Fondazione CRTe il Soroptmist International Club Valle D’Aosta e sottolinea la valorizzazione del ruolo della donna nella società, nella cultura, nel mondo del lavoro e della politica.

La motivazione della candidatura di Fiammetta: “italiana che ha trovato ad Haiti una seconda patria, dove anche una semplice tenda può diventare il luogo per ricominciare a vivere e a sperare.” Sono le tende dell’AVSI, allestite immediatamente dopo il terremoto del 12 gennaio2010 aPort-au-Prince per accogliere i bambini e le famiglie. “Eravamo in ufficio in AVSI a Port-au-Prince. La prima scossa è stata fortissima. Appena possibile abbiamo lasciato i locali. Le strade – ricorda Fiammetta – però si sono rivelate una trappola. Ciò che abbiamo visto era spaventoso. C’erano bambini soli in cerca dei genitori. Cumuli di cadaveri per strada. Abbiamo cercato di portare aiuto come potevamo per trasportare i feriti, almeno i bambini non accompagnati. Dalle macerie si sentivano le grida di aiuto di chi era rimasto sotto”.

ELEZIONI IN RUSSIA:VENERDI’ ANNAVIVA A MOSCA

Da venerdì 2 dicembre inizia la missione di Annaviva a Mosca. È la seconda volta che il nostro “turismo responsabile” ci porta nella città dove cinque anni or sono venne assassinata Anna Politkovskaja.

La scorsa volta andammo sulla tomba di Anna e partecipammo a una manifestazione (repressa a manganellate e arresti) dell’opposizione, nell’ambito della cosiddetta “Strategia 31″.

Questa volta sbarchiamo in Russia per le elezioni politiche previste per domenica. Per la prima volta, Vladimir Putin e il suo partito “Russia unita” rischiano di non raggiungere la maggioranza assoluta alla Duma. Segno che nemmeno la museruola messa a gran parte dell’informazione riesce più a nascondere la delusione verso una politica autoritaria. E tardo sovietica.

Il successo russo di questi anni è dovuto al continuo crescere del prezzo delle materie prime (unica merce esortata insieme alle armi da guerra) e ai muscoli mostrati a un’Europa divisa (e spesso complice) e un’America distratta.

Il tutto a scapito dei diritti civili dapprima dei cittadini del Caucaso (Cecenia in primis, sempre a guida Khadirov) e poi di tutta la Federazione.

I fischi che accompagnano in questi giorni Vladimir (amico di Silvio, ma purtroppo non solo) segnano una pesante inversione di tendenza.

Che andremo al raccontare nei prossimi giorni, attraverso questo blog, il sito AnnaViva.com, Facebook, twitter e Youtube.

Stay tuned.

 Ad maiora

DOMANI TAPPA MILANESE DI”RIPRENDIAMOCI LA RAI”

Ricevo dagli amici del Cdr Tgr Rai Lombardia e dall’Usigrai, e volentieri pubblico, questo comunicato sulla tappa milanese del Manifesto per la difesa del servizio pubblico.

Ad maiora.

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LA TAPPA MILANESE DI“RIPRENDIAMOCI LA RAI”

UN MANIFESTO PER DIFENDERE IL SERVIZIO PUBBLICO

Giornalisti e lavoratori della Rai di Milano insieme con esponenti della società civile lanciano un appello per il diritto all’informazione.  Un richiamo ai valori del servizio pubblico e la sfida per una nuova governance  aziendale indipendente dai partiti.

Da ormai troppo tempo la Rai vive una situazione di “stallo” che le rende sempre più difficile svolgere il proprio ruolo. Il legame troppo stretto con la politica, una governance diretta espressione dei partiti, un management che non riesce a programmare interventi con l’autonomia necessaria sono le cause di un declino evidente a tutti.

Il “Manifesto in difesa del servizio pubblico radiotelevisivo” nasce a Milano dal confronto tra giornalisti e i lavoratori della Rai e esponenti di rilievo della società civile tra cui il prof. Valerio Onida, presidente emerito della Corte Costituzionale.

E’ un appello che “dal basso” viene rivolto alla politica perché si intervenga con urgenza su questo fronte, quello dell’informazione, diritto fondamentale per la nostra democrazia.

L’iniziativa,  indipendente e autonoma, vuole essere il contributo lombardo alla campagna nazionale “Riprendiamoci la Rai” che giornalisti e lavoratori dell’azienda del servizio pubblico stanno conducendo nelle varie regioni d’Italia. Il nostro Manifesto sarà reso pubblico in una conferenza stampa che si terrà martedì 29 novembre 2011, Ore 12.00, Circolo della stampa –Sala Camino. Corso Venezia, 48 Milano. 

Interverranno:

 Valerio Onida – presidente emerito della Corte Costituzionale

Carlo Verna – segretario nazionale USIGRAI

Enrico Rotondi – CDR giornalisti TGR Milano

Andrea Corbella – RSU lavoratori Centro Produzione Rai Milano

www.riprendiamocilarai.it

Al manifesto, tra gli altri, hanno aderito:

Daniele Biacchessi (scrittore e autore di teatro civile)

Bice Biagi (giornalista)

Piero Colaprico (giornalista e scrittore)

Antonio Pizzinato (pres. ANPI Lombardia)

Moni Ovadia (autore teatrale)

Ottavia Piccolo (attrice teatrale)

Luigi Pagano (provveditore alle carceri lombarde)

Dori Ghezzi (cantante)

Alessandra Kustermann (medico)

Cristina Cattaneo (medico legale)

Piero Modiano (pres. Nomisma)

Nando Dalla Chiesa (docente universitario)

Don Virginio Colmegna (Casa della Carità)

Lella Costa (attrice teatrale)

Enrico Bertolino (conduttore televisivo)

Gianni Barbacetto (giornalista e scrittore)

Benedetta Tobagi (scrittrice e conduttrice radiofonica)

Giuseppe Turani (giornalista)

Mario Fezzi (avvocato)

Armando Spataro  (magistrato)

Alberto Martinelli (docente universitario)

Susanna Mantovani (pro-rettore Università Milano Bicocca)

Loris Mazzetti (scrittore e regista)

Eugenio Finardi (musicista)

Umberto Veronesi (medfico, pres. IEO)

Gianni Bottalico (pres. ACLI Milano –Monza Brianza)

Roberto Vecchioni (musicista)

Daria Colombo (giornalista e scrittrice)

Gianni Cervetti (pres. Orchestra Verdi)

Elio De Capitani (dir. Teatro dell’ Elfo)

Andrea Sironi (docente Univ. Bocconi)

Gabriele Porro (giornalista)

Debora Villa (attrice)

Stefano Bollani (musicista)

Piero Bassetti (pres. Globus et Locus)

SIENA VINCE FACILE A CREMONA MA PERDE KAUKENAS

I campioni d’Italia di Siena a Cremona per una partita sulla carta facile da vincere. Ma la Vanoli, dopo la vittoria di Teramo si presenta carica in un palazzetto gremito. E’ anche l’esordio casalingo (un ritorno in realtà) di coach Attilio Caja. Il quintetto di Pianegiani non lascia scampo e dopo quattro minuti e già avanti di 10 punti, senza un solo errore. Le cheerleaders rianimano il pubblico di casa mentre Caja inserisce la zona in difesa: risultato 7-0 e primi errori senesi. Un tecnico per protesta trasforma il palazzetto di Cremona In una bolgia. Il pressing senese porta al decimo i toscani avanti di 12, con ben 32 punti realizzati in un quarto.
Alla ripresa si va coi toscani che pur rallentando la loro corsa hanno 15 punti di vantaggio, ma perdono Kaukenas per un per un brutto infortunio al ginocchio: 35-50.
Il terzo quarto si apre con Mc Calleb che apre e chiude le danze della partita, malgrado le belle accelerazioni di Tabù per i cremonesi. 20 punti distanziano le due squadre all’ultimo intervallo: 55-75.
L’ultimo quarto è pura accademia con Aradori sugli scudi e col palazzo che si comincia a svuotarsi a cinque minuti dalla fine, quando il Montepaschi prende il largo. Finale: 66-102.
Vittoria tranquilla ma amara quella dei senesi, con l’infortunio di Kaukenas, 11 punti stasera in due quarti.
Ad maiora

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TORNA L’AVANTI! 18 ANNI DOPO (E SENZA LAVITOLA)

Riceviamo e volentieri pubblichiamo questa notizia relativa alla rinascita de “Avanti!” storico quotidiano socialista. Chiuso dal 1993 in questi anni ne è uscita un’edizione guidata da Lavitola e preceduta dalla “L”. Ne avevamo già scritto qualche tempo fa, quando il faccendiere, ora latitante, era passato all’onore delle cronache: http://andreariscassi.wordpress.com/2010/10/04/avanti-lavanti/

Il 25 novembre, dopo qualche giorno da una sentenza favorevole del Tribunale di Milano, è uscito di nuovo “Avanti!” edito da Critica Sociale.

Ad maiora, anzi: Avanti!

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Per iniziativa di Critica Sociale,  riprendono le pubblicazioni dell’Avanti!, il quotidiano socialista che cessò le sue pubblicazioni nel novembre del 1993 per il fallimento della casa editrice del PSI.

Esattamente dopo 18 anni dalla sua chiusura ed in occasione del 120° anniversario della fondazione di Critica Sociale, la Rivista di Filippo Turati ha ottenuto il 15 novembre scorso dal Tribunale di Milano la conferma della proprietà e il titolo esclusivo ad editare il quotidiano la cui testata venne registrata dalla Critica Sociale a sua tutela nel 1994, un anno dopo la cessazione delle pubblicazioni, in base alla legge sulla stampa numero 48 del 1947.

Direttore dell’Avanti! è  l’on. Rino Formica – che svolgerà un ruolo di garanzia verso tutte le componenti socialiste presenti negli attuali schieramenti politici – mentre Direttore responsabile, in rappresentanza della proprietà e dell’editore è Stefano Carluccio, già caporedattore dell’Avanti! di Milano.

Lo scopo della Critica Sociale nel rieditare l’Avanti! è duplice:

- da un lato, sottrarre il quotidiano – dopo il lungo periodo di paralisi dovuto al prolungato processo falimentare della vecchia editrice – dall’abuso del nome della sua testata di cui è stato oggetto in questi anni, contando sulla buona fede di molti lettori ed ex militanti socialisti bisognosi di un punto di riferimento dopo il crollo del proprio partito; 

- dall’altro di rendere l’Avanti!  direttamente disponibile, attraverso la convocazione di una Conferenza Nazionale, alle Fondazioni socialiste, alle organizzazioni, alle associazioni territoriali, senza preclusioni o pregiudizi circa le scelte di schieramento compiute in questi quindi anni di bipolarismo rissoso a cui il ritorno dell’Avanti! indende contribuire a porre termine per una svolta autentica ed un nuovo corso politico della democrazia.

 In questo numero, la pubblicazione “simbolica” e di buon auspicio di uno straordinario documento storico: il Numero Zero dell’Avanti! pubblicato da Turati e Bissolati il 2 aprile del 1893 a cura dell’ “Unione tipografica socialista di Milano” per lanciare il movimento di sottoscrizione popolare che portò tre anni dopo, il 25 dicembre del 1896, alla nascita del primo quotidiano nazionale dei lavoratori italiani.

E’ la medesima strada sulla quale il numero 1 della Nuova Serie dell’Avanti, 115 anni dopo, intende nuovamente incamminarsi verso una casa editrice fondata su un azionariato diffuso e indipendente.