Day: 26 maggio 2011

MLADIC IN CELLA, BALCANI PIU’ VICINI ALL’INGRESSO NELL’UNIONE EUROPEA

Bisogna andarci a Srebrenica per capire cosa sia la follia della guerra. Andarci l’11 luglio, quando sotto un sole che non lascia tregua, migliaia di musulmani si ritrovano per seppellire i loro mariti, fratelli, cugini, amici.
Gli 8mila trucidati dalle truppe guidate dal generale Mladic (oggi arrestato in Serbia) furono gettati in fosse comuni. Poi, temendo satelliti e indagini internazionali, i corpi furono disseppelliti e messi in altre tombe provvisorie. I poveri resti (dei maschi -dai 14 anni in su -radunatosi in quella zona che l’impresentabile Onu con l’aiuto dei coraggiosi soldati olandesi aveva promesso di difendere) furono sparpagliati anche in 5 differenti fosse. E così a Tuzla, pazientemente, decine di anatomi patologi ogni anno mettono assieme gli scheletri: grazie al Dna, tibie, scapole e crani vengono assemblati. Quando il corpo è “ricostruito” lo si restituisce alla famiglia. Alle famiglie. Che l’11 luglio in una cerimonia lunghissima dove, dopo la preghiera del muftì, vengono letti tutti i nomi delle vittime, vengono seppelliti tutti assieme.
Srebrenica non è Zenica, né Tuzla o Banja Luka. È solo un villaggio vicino al confine serbo ma non ha valore strategico. È difficile da trovare e da raggiungere. E alla fine si riduce in quattro case. Intorno alle quali, la morte si aggira dal 1995.
Non so con che spirito affronteranno la cerimonia funebre quest’anno. A Sarajevo aspettavano da tempo e questa notizia e gli amici laggiù si rallegrano dell’arresto. Anche se la Bosnia rimane uno Stato diviso, assolutamente non unitario. La speranza per tutti questi stati balcanici è l’ingresso nell’Unione Europea, con conseguente superamento delle frontiere “nazionali”.
La cattura di Mladic, dopo quella di Karadzic, dovrebbe accelerare anche l’ingresso di Belgrado nel club di Bruxelles.
Ad maiora.