IN MORTE DI UN AGRONOMO AD HAITI

Apprendo solo ora, con colpevole ritardo, della morte ad Haiti di Brice Gaspard, agronomo che avevo avuto l’onore di conoscere e intervistare durante la mia permanenza sull’isola, lo scorso novembre.

Brice, malgrado avesse gran parte della famiglia all’estero, aveva deciso di rimanere sull’isola caraibica per portare avanti quella che riteneva la chiave per il rilancio di Haiti: l’agricoltura, da unire con la pastorizia.

Così lo ricordano gli amici dell’Avsi con cui l’agronomo collaborava:

 Il nostro collega da 10 anni, l’agronomo Brice Gaspard, è improvvisamente mancato il 6 maggio scorso a Les Cayes, Haiti.
Insieme a Fiammetta, Federico, e a tutti i colleghi dello staff di AVSI in Haiti, di oggi e del passato, siamo profondamente addolorati e sgomenti.

Brice è stato un compagno di viaggio fondamentale per la presenza di AVSI in Haiti, fin dai nostri primi passi, nel ‘99. Dopo aver lavorato per organizzazioni internazionali diverse, aveva trovato con Marco Tambini e Samuele della Corna, i pionieri di AVSI in quella terra meravigliosa, il sud di Haiti, qualcosa di interessante. Diceva che per il suo popolo e il suo Paese il metodo di AVSI era il più adeguato: valorizzare la persona, evitare l’assistenzialismo così frequente negli aiuti internazionali, valorizzare le risorse del territorio, la tradizione locale, nel credo cristiano. Quando vedeva distribuire gli alimenti nel periodo del terremoto, lui che sapeva quanto quella terra possa produrre, si rattristava e diceva che il suo popolo non lo meritava.

Aveva tanto insistito sulla creazione dei “club di famiglie”, per favorire l’aggregazione e il protagonismo delle persone, specie se molto povere.
Conosceva ogni vegetale della ricchissima natura del territorio. Sapeva la storia di tutte le malattie occorse a animali e vegetali dell’isola. Ci sono riforestazioni in luoghi altrimenti desolati firmate da Brice negli anni ’70-‘80.

Diceva che questa era la strada: la dignità della persona, creata a immagine e somiglianza di Dio. Tanto che, pur avendo figli negli USA e potendo trasferirsi là a vivere nel meritato riposo della sua età, aveva deciso di rimanere a Les Cayes, a lavorare, a costruire, con AVSI.

Conosceva tutto e tutti ed era conosciuto da tutti coloro che nel Paese si occupano di agricoltura. Chiunque consultassimo sullo sviluppo rurale nelle istituzioni haitiane ci apriva le porte quando sentiva il suo nome, segno di stima e apprezzamento.

Siamo particolarmente lieti di averlo avuto con noi in Italia a ottobre 2010, in occasione della giornata mondiale dell’alimentazione con una delegazione del ministero dell’agricoltura di Haiti e su invito dell’Ambasciatore Benoit. L’impegno intenso di AVSI sulla sicurezza alimentare, l’agricoltura, l’ambiente in Haiti, era ed è un tutt’uno con Brice.

Speriamo di proseguire degnamente il lavoro impostato da Brice. “Non ti chiediamo perché ce l’hai tolto, ma ti ringraziamo di avercelo dato”. Con Sant’Agostino salutiamo questo professionista, amico, uomo. (9 maggio 2011)

Ciao Bris, che la terra di sia leve.

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