Day: 4 gennaio 2011

NOTIZIE DALLE CARCERI BIELORUSSE

Altre notizie dalla Bielorussia che arrivano da Denis Baranov che racconta le sorprese del nuovo anno dal paese di Lukashenko.
La più grande e’ lo stop al mandato dell’Osce a Minsk. Le autorità bielorusse hanno spiegato la mossa dicendo che la missione era ormai conclusa. Il tutto unilateralmente.
Vitalij Rimashevskij, uno degli ex candidati alla presidenza, e’ stato rilasciato. Doveva tenere una conferenza stampa oggi ma e’ stata annullata, sotto pressione del KGB (in Bielorussia, dove sono meno ipocriti che a Mosca, non gli hanno cambiato nome): il politico per uscire di cella aveva infatti dovuto firmare una clausola di segretezza, di non divulgazione di notizie. I servizi segreti gli hanno ovviamente fatto notare che un incontro con la stampa sarebbe stato una violazione di quell’accordo (vagamente vessatorio, mi verrebbe da dire).
Andrei Dmitrijev, che ha guidato la campagna elettorale di Niekliajev, e’ stato liberato in base ad accordi simili ieri mattina. Ha rilasciato brevi dichiarazioni ai giornalisti fuori dal carcere, senza dare dettagli sui capi d’accusa che gli hanno fatto passare capodanno in cella (ha solo raccontando la sua vita da prigioniero).
L’ultimo gruppo di persone arrestate il 19 gennaio sono state rilasciate dopo la condanna a 15 giorni di carcere. Come per coloro che sono stati scarcerati il 29 dicembre, anche per questi ultimi, non sono state semplicemente aperte le porte del penitenziario: sono stati caricati su pullman e mollati in vari punti della periferia di Minsk. Giusto per evitare abbracci davanti alle telecamere e per far passare qualche altra ora d’ansia ai parenti (me lo sento che prima o poi lo faranno anche da noi).
In carcere ci sono altre 7/8 persone arrestate durante il presidio di solidarietà con gli arrestati davanti al carcere di Akrestina. Sono stati ingabbiati il 21 dicembre e dovrebbero uscire entro il 12 gennaio. Tra loro un ragazzo cui sono stati rotti gli occhiali e che avrebbe disturbi mentali.
Nessuna novità invece su quanti sono incarcerati nel centro di detenzione del KGB. Ignote anche le loro condizioni di salute.
Infine, un gruppo di bielorussi emigrati in Europa sta progettando di andare a Bruxelles alla speciale sessione del parlamento europeo dedicato a Belarus. E’ prevista per il 12 gennaio. Ancora incerti orario e modalità della sessione.
Ad maiora.

PETERSON, IL NANO GHIACCIATO CHE SEMBRA MOURINHO

Ci sono talmente tanti giornalisti e fotoreporter che la conferenza stampa inizia alle 15 in punto. E Dan Peterson, carichissimo nella sua nuova veste di capo allenatore dell’Olimpia Milano, fornisce talmente tanti spunti nei suoi discorsi in slang italo-americano da offrire innumerevoli titoli ai cronisti sportivi presenti.
Non sapendo neanche io quale scegliere, ne metto parecchi.

“STAVO ANDANDO ALL’ENPALS”

Quando, ieri mattina, il presidente dell’AJ ha chiamato il coach quasi 75enne per chiedere se fosse libero a pranzo. Pensava gli offrissero una consulenza che avrebbe rifiutato (“Sono già consulente a Venezia”, squadra che ora guida la Lega 2). E invece gli hanno offerto di guidare la squadra.
Per la pensione Enpals comunque gli mancano un anno di bollini. L’AJ per ora gliene pagherà la meta’.

“L’HO FATTO PER I TIFOSI DI MILANO, PER L’OLIMPIA E PER ARMANI”.

Coach Peterson, vestito grigio, camicia azzurra e cravatta, spiega che non avrebbe accettato altre offerte: “A Milano non potevo dir di no”. Ma ha più volte spronato i tifosi a stringersi attorno alla squadra. Ha ricordato quella volta che nel 1981 (quattro anni prima che crollasse, mai più ricostruito) in un Palazzetto della Sport semi deserto, prese il microfono per ringraziare i pochi tifosi presenti. Dopo i fischi a Bucchi, ci si aspetta domani sera una standing ovation per Peterson, il Mourinho del basket, l’unico in grado di portare questo sport sulla prima pagina dei quotidiani.

LO SPIRITO DEL NANO GHIACCIATO, CON LA PRESSIONE BASSA

Peterson ha detto che le cronache sportive che ha fatto in questi anni gli hanno consentito di “tener la pagaia in acqua”.
Comunque ha precisato di non essere un “traghettatore”: “Sono qui per vincere”. Il presidente Proli (seduto al suo fianco vestito in stile Marchionne) gli ha chiesto Coppa Italia e Campionato. Il coach ha detto che domani sera nel primo quarto farà giocare tutta la rosa e poi comincerà le sue scelte. “Niente rivoluzioni, solo sputare sangue. Gli scudetti nel passato li ho vinti con uno/due schemi al massimo”.
A chi gli ha chiesto la sua ricetta per essere ancora sulla breccia ha risposto citando Confucio ma anche una dieta senza alcol e fumo: “E poi ho la pressione bassa. Come dice il mio dottore, un grado in meno e mi addormento”. Ha glissato invece alla domanda sugli ultrasettentenni al potere, nella politica e sul parquet.
E’ preoccupato ma non ha paura. E va orgoglioso della definizione Nano ghiacciato, appioppatagli 30 anni fa. “Giocheremo partita per partita, senza aver paura di perdere o di vincere”. Un guru più che un coach.

“POTEVO STARE A CASA COL TELECOMANDO IN MANO”

E invece domani (Lega Basket permettendo) vedra’ la partita dalla panchina dell’AJ. “E’ stato il richiamo della foresta per me”. Ma soprattutto una grande operazione di marketing sportivo. “Io voglio parlare al pubblico del basket, lo ritengo parte del mio mestiere. E per farlo devo avere rapporti costanti anche con voi giornalisti”. Coi più anziani ha riso e scherzato durante tutta la conferenza stampa. Da ora in poi addio burocratico rito. Diventeranno piccoli eventi, quasi più dei quattro quarti. Non e’ Mourinho, ma a sentire applausi e risate e provocazioni, sembrava quasi una conferenza stampa del portoghese.
Cosa dirà ai ragazzi oggi al primo allenamento? “Poche parole. Odio le riunioni”.
Ben tornato, indomito coach.
Ad maiora.

1936. NASCONO L’OLIMPIA, PETERSON E L’IMPERO ITALIANO

E’ il 1936 quando Adolfo Bogoncelli, trevigiano di nascita, fonda a Milano la Ginnastica Triestina che diventerà Olimpia Trieste e poi Olimpia Milano.

Nel 1936 nasce a Evanston, in Illinois. Frequenta la Evanston Township High School (ETHS). E’ la stessa scuola dove – svariati lustri dopo – studia e gioca Mason Rocca, attuale capitano dell’Armani Jeans Milano. La stessa squadra che Peterson, 23 anni dopo essersi alzato l’ultima volta dalla panchina, tornerà a guidare.

Nel 1936, quando nascono l’Olimpia Milano e Dan Peterson, in Spagna il Fronte popolare vince le elezioni, i fascisti si ribellano e dopo la guerra civile sale al potere Francisco Franco, il generalissimo (morirà solo nel 1975, mentre Peterson sta allenando la Virtus Bologna e l’Olimpia è in cerca di un nuovo sponsor dopo Innocenzi, la Cinzano: la Simmenthal si  era tirata indietro perché le ricerche di mercato identificavano il nome con le scarpette rosse anziché con la carne in scatola).

Nel 1936, intanto a Roma davanti a una folla esaltata viene proclamato L’Impero dell’Africa Orientale Italiana.

Sempre salutando da Piazza Venezia, l’antenato di uno che ora balla in tv, viene nominato Imperatore d’Etiopia.

Sempre nel 1936 si tengono le Olimpiadi a Berlino. Il nero Jesse Owens vince 4 ori e non fa sorridere Hitler. Il suo record non sarà mai battuto.

Proprio Olympia, si chiama il film che Leni Riefenstahl, realizza sulle gare, il primo documentario dedicato alle Olimpiadi. Propagandistico ma realizzato con tecniche super moderne.

Ad maiora.

 

PS. Su indicazione di uno dei miei migliori amici, aggiungo che nel 1936 è nato anche Silvio Berlusconi. Il 29 settembre. La stessa data cantata da Lucio Battisti, seduto in quel caffè. La stessa data di Pierluigi Bersani, ma quindici anni prima.