Day: 9 dicembre 2010

DARE VOCE ALLA DEMOCRAZIA IN BIELORUSSIA

Il 16 dicembre 2010, i Giovani federalisti europei stanno organizzando la loro annuale azione di protesta a sostegno della Bielorussia, per dar voce alla democrazia, a quanti nel paese di Lukashenko non hanno voce.
Propongono di organizzare flash mob in molte città europee la sera del 16 dicembre, scattare delle fotografie e trasmetterle il prima possibile a questo indirizzo: belarus@jef.eu

L’iniziativa andrebbe anche annunciata entro il 10 dicembre 2010 a questi sito http://www.facebook.com/l/b9acf_MJ_jzvMuGb0k_su3qBd7Q

 www.jef.eu

Oppure inviando una mail a belarus@jef.eu

indicando il vostro nome, paese, città e organizzazione.

Le elezioni presidenziali in Bielorussia si terranno il 19 dicembre 2010. Scontata la vittoria del presidente uscente Lukashenko che dal 1994 tiene col pugno di ferro il suo Paese.

I giovani federalisti europei invitano a farci sentire.  Soprattutto perché l’Italia è tra i paesi europei, il miglior amico di quel regime.

Ad maiora!

HAITI IN FIAMME DOPO I RISULTATI ELETTORALI

Ero stato facile profeta. Purtroppo. Gli incidenti che in queste ore stanno paralizzando Haiti erano ampiamente prevedibili.

Così come era immaginabile che il partito al governo (col Presidente uscente Preval in sella da un ventennio e il suo delfino Celestin ora candidato alla presidenza) non si sarebbe fatto da parte.

E così i primi risultati ufficiali (quelli definitivi arriveranno il 20 dicembre) per i quali si è atteso un’eternità (per il primo turno si è votato il 28 novembre) hanno ribaltato tutti i sondaggi e anche gli exit poll. Non sarà il popolare cantante Michel Martelly ad andare al ballottaggio del 19 gennaio ma Jude Celestin. Sfiderà Mirlande Marigat, che – secondo questi dati – avrebbe conquistato la maggioranza relativa dei votanti (31,37%). Anche l’ex moglie del presidente Marigat parla comunque di brogli perché è conscia che difficilmente verrà eletta.

Martelly (21,84%) e Celestin (22,84%) sarebbero divisi da una manciata di voti (6.000) e i sospetti di falsificazioni elettorali che già aleggiavano durante la campagna elettorale (rilevati anche dalla Ue e dagli osservatori internazionali e persino dalle Nazioni Unite), hanno fatto scoppiare la violenza.

Ieri a Port-au-Prince è stato dato l’assalto al palazzo del partito del governo e sono state incendiate auto e create barricate in varie città haitiane. A Les Cayes, nel bellissimo sud del Paese, gli incidenti hanno provocato un morto e dieci feriti.

Gli aeroporti haitiani sono tutti bloccati e gli stranieri che vivono sull’isola (per lo più cooperanti) rimarranno chiusi in casa fino a che la situazione non tornerà alla normalità.

Il presidente uscente Preval ha invitato alla calma. Mentre il candidato trombato Martelly ha invitato i suoi sostenitori a protestare in modo nonviolento.

Speriamo vengano ascoltati. Ma l’isola, devastata dal terremoto e colpita dal colera, ha ormai poca fiducia nella politica.

Ad maiora