Ancora notizie dalle carceri bielorusse provenienti da Denis Baranov.
1. Tutti coloro che sono stati condannati a 10 giorni di galera (tipica condanna bielorussa per hooliganism, non applicata agli ultra’ ma agli oppositori politici: e’ come se foste bannati socialmente per sempre, pero’).
2. La scarcerazione e’ avvenuta facendoli scendere qua e la’ a Minsk da un pullman, in modo da evitare l’incontro di massa con la folla di amici e parenti (un ottimo suggerimento anche per quelli che dalle nostre parti cominciano a controllare le manifestazioni a distanza per impedire che si svolgano).
3. Molti degli scarcerati avevano fratture non curate.
4. Tutti i cittadini russi verranno scarcerati presto.
5. Sei dei nove candidati alle presidenziali sono stati accusati di aver promosso le manifestazioni di protesta. La carcerazione per loro dovrebbe durare 2 mesi (i capi ultra’ insomma vengono bannati più a lungo…).
6. Alies Mikhalievich e’ il solo che e’ stato condannato soltanto a 10 giorni di carcere. Dovrebbe uscire oggi.
7. Vladimir Niekliayev malgrado soffra di una grave ipertensione non e’ stato ospedalizzato. Il suo legale lo ha trovato in pessime condizioni.
8. Un avvocato di Natalja Radina (caporedattore del sito Charter’97) ha detto che non si e’ ancora ripresa dal pestaggio subito dopo l’arresto. Dice che perde sangue dalle orecchie.
9. La Polonia (grande!) ha annunciato che a partire dal 1′ gennaio abolirà l’obbligo di visto per i cittadini bielorussi. Ha creato pero’ una black list per tutte le persone coinvolte nella repressione post-elettorale.
Ad maiora.
Archivio mensile:dicembre 2010
NOTIZIE DALLE CARCERI BIELORUSSE (MENTRE LA POLONIA APRE LA FRONTIERA)
MILANO VINCE (IL DERBY) MA NON CONVINCE
Di fronte a un Forum abbastanza pieno, soprattutto di dubbi (dopo l’imbarazzante emininazione in Eurolega), l’Armani Jeans batte la Cimberio Varese nell’ultima puntata di una giornata iniziata a Natale.
84 a 80 il risultato finale, dopo un supplementare, per una partita che Milano ha avuto a lungo in mano, che ha rischiato di perdere nel finale del quarto quarto e che ha vinto al supplementare solo grazie alle rotazioni.
La squadra di Bucchi comunque non ha fugato i dubbi di una stagione che doveva essere quella nella quale insidiare Siena. Rispetto alle ultime stagioni, l’unica differenza – non da poco – è che, in qualche modo, molte partite le scarpette rosse riescono a vincerle (due sole sconfitte sino ad ora).
Ma per entusiasmare il pubblico milanese la ricetta non è sicuramente questa.
Gli infortunati Pecherov e Maciulis cominciano a giocare anche se non sono ancora in grande forma. L’ucraino comunque piazza 15 punti e il lituano 11. Varese ha avuto un Goss in eccellente forma con 21 punti, ben supportato da i due ex della partita (Fajardo e Thomas, 24 punti in due) ma il resto della squadra non ha retto il salto di qualità che avrebbe comportato una vittoria a Milano.
L’AJ dopo aver mandato via Bulleri e Vitali, rimane una squadra senza guida, senza qualcuno che la prenda per mano quando è in vantaggio per dettare i ritmi e quando è sotto per lanciare la riscossa (un Gentile, non dico un McAdoo).
Anche il coach non aiuta. Quando a 3 secondi dalla fine (sul punteggio pari) si chiama un time out e poi si sbaglia la rimessa (rischiando di perdere) c’è qualcosa che non va.
Finley si lamentava un anno fa di avere l’assillo di una squadra sulle sue spalle. Ora non è più così ma, fatta la tara degli infortuni, la situazione non è cambiata. L’esigente pubblico meneghino comincia a rumoreggiare quando lo vede in procinto di entrare.
Brava Varese a pescare in Legadue un play come Phil Goss. L’americano ha personalità da vendere. A Milano servirebbe come le lenticchie a capodanno.
Ad maiora.
MARADONA JR SCAMPA A UN SEQUESTRO. MA NOI NON EVITEREMO I RINCARI AUTOSTRADALI
“Gli ayatollah impiccano un uomo perché spiava per Israele”. Titolo del Corriere del 29 dicembre (mentre stamattina da Cuba arriva una buona notizia: è stata commutata in 30 anni di reclusione la condanna a morte di Humberto Eladio Real, l’ultimo detenuto nel braccio della morte cubano).
“Bocchino denuncia Il Giornale per stalking”. Titolo de Il Giornale.
“La Lega moltiplica i voti perché non va a sciare”. Titolo de Il Giornale.
“Il killer fantasma, altro che attentato a Belpietro. Ricordate la strana sparatoria nel palazzo del direttore di Libero? E lo strano racconto del capo scorta? Per i magistrati non ci sono riscontri”. Apertura odierna del Fatto quotidiano (ieri sul Giornale il titolo era (già): “Agguato a Belpietro, dubbi dei pm. Caposcorta verso l’incriminazione”).
“Bestemmia libera tutti. Dopo il perdono di mons. Fisichella nei confronti di Berlusconi, l’imprecazione assolta in tv: al Grande Fratello i concorrenti sacrileghi sono riammessi”. Titolo del Fatto quotidiano.
“Tunisia , esplode la rivolta del pane. In piazza la protesta dei giovani laureati e disoccupati: due morti”. Titolo de La Repubblica.
“Nuovi rincari in autostrada. Dal 1° gennaio le tariffe in media aumenteranno del 6%”. Apertura del Sole 24 ore (gli altri non se ne sono accorti?).
“Lalo Maradona si getta dall’auto ed evita sequestro”. Titolo della Gazzetta.
A MINSK CAMBIA IL GOVERNO. SENZA UN PERCHE’.
Cambio alla guida del governo bielorusso. Ovviamente senza che si senta l’esigenza di offrire all’opinione pubblica una motivazione.
Ieri riferivamo delle improvvise dimissioni dell’esecutivo nelle mani del nuovo presidente, Lukashenko (in carica ininterrottamente dal 1994). Dimissioni di prassi, ma abitualmente solo nel momento dell’insediamento del nuovo capo dello Stato.
E invece Lukashenko ha preso al volo le dimissioni e sostituito l’uscente Sergej Sidorski (che pure - nei tanti anni alla guida dell’esecutivo - ben aveva fatto sul fronte economico) e l’ha sostitutito con Michail Miasnikovich, fino a ieri presidente dell’Accademia delle scienze (pochi mesi fa comparso sulle cronache per aver annunciato la volontà di creare un’agenzia spaziale bielorussa).
Il presidente bielorusso non ha spiegato i motivi della scelta. Né forse qualcuno glielo ha potuto chiedere.
La commissione elettorale ha intanto respinto i ricorsi delle opposizioni e confermato il risultato: Lukashenko avrebbe ottenuto 5 milioni e 130 mila voti, pari al 79,65% dei votanti. Al secondo posto il “nessuno di tutti questi” (abolito nella vicina Russia) che ha ottenuto il 6,47& dei consensi. Gli altri 8 candidati si dividono le restanti briciole.
Ad maiora.











