Giorno: 17 ottobre 2010

TG5, E LE IMMAGINI?

Tg5 stasera. Prima una mega recensione (con intervista) a un deputato – Pdl – che ha fatto un libro intervista su una ragazza americana condannata per averne uccisa un’altra, a Perugia.
Poi un pezzo su un incidente stradale. Un tempo sarebbe andata una troupe interna. Qualche mese fa un operatore in appalto. Ora invece il pezzo era fatto con le immagini di youreporter. E’ un sito (ben fatto) dove chiunque si trovi su un fatto di cronaca può fare riprese e inoltrarle a chi gestisce il tutto. Fin qui niente di strano.
Oggi pero’ nessuno di quanti collaborano con youreporter deve essere passato nel momento o successivamente al tremendo incidente stradale nel quale e’ stato ucciso un ragazzo e ferito un altro. Stavano spingendo la macchina che si era fermata sulla Milano-Meda.
Il video di youreporter era di molte ore dopo il fatto, con qualche riga della stradale e un pezzo di cerchione spezzato (se ne trovano a decine, mi sa). Il tutto corredato da un camera-car.
Domanda: ma Mediaset non poteva mandare qualcuno a fare le riprese oggi, invece di scaricarle dalla rete?
O la qualità delle immagini non interessa più a nessuno?
Si può rinunciare ad essa solo se quel che e’ ripreso e’ irripetibile, tipo incidente, ma probatorio. Ma non mi sembra fosse questo il caso. Soprattutto se per chiudere il pezzo, devi aggiungere 30 secondi di tarocco, con ambulanza qualsiasi, poliziotti della stradale ripresi chissà quando e una “macchia” genetica per raccontare di un intervento chirurgico al Niguarda.
Ad maiora.

VIAGGI IN CINA

Qualche giorno fa un comunicato del consigliere comunale milanese Basilio Rizzo invitava Palazzo Marino ad essere coerente con sé stessa. Visto che si esprime solidarietà al neo premio Nobel Liu Xiaobo, scriveva il rappresentante della Lista Fo, non si inviino più delegazioni consiliari in Cina o – se già organizzate – le si limiti a “delegazione tecnica, composta da funzionari, ridotta all’osso. Non rappresentanti dei cittadini milanesi, perché  così  si comunica il dissenso della città, la volontà di far sapere la solidarietà dei milanesi a Liu Xiaobo”.

Sulle pagine milanesi di Repubblica si apprende che il Comune  di Milano non seguirà questo suggerimento. A breve parte una delegazione diretta a Shangai (dove si tiene l’Expo prima di quello milanese). I consiglieri comunali andranno in due tranche: 14 in tutto, sia della maggioranza che dell’opposizione. A guidare entrambe le delegazioni Stefano Di Martino, vice presidente del consiglio comunale.

Di Martino è stato l’unico italiano condannato per gli scontri nella China Town milanese, nella primavera 2007. “Ero lì a fare da paciere”, ha sempre detto l’ex An ora Pdl, ma i giudici di primo grado – nel giugno di quest’anno -non gli hanno creduto e gli hanno comminato 9 mesi di carcere per resistenza e oltraggio a pubblico ufficiale. In primo grado sono stati condannati anche altri 37 imputati, tutti di origine cinese, con pene che vanno da 5 mesi a un anno e 9 mesi.  A breve ci sarà l’appello.

Mentre sarà in Cina, Di Martino potrebbe essere anche rinviato a giudizio in un altro processo. Quello per il finanziamento – da 580 mila euro – all’associazione italo-cinese Alkeos (era nella cosiddetta Pagoda di piazza Gramsci). Insieme a Di Martino è stato indagato anche un assessore Pdl, Guido Manca. Il Comune si è costituito parte civile nel processo.

Secondo il Pm Maria Grazia Pradella, l’associazione Alkeos oltre che di integrazione si occupava di spese voluttuarie, come viaggi in Cina.

L’udienza nella quale si deciderà il rinvio a giudizio è il 25 ottobre, mentre la delegazione consiliare sarà in Cina.

Ad maiora.