C’ERA UNA VOLTA IL COMANDANTE ARKAN (E SUA MOGLIE, CECA)

L’ondata di odio portata da Belgrado a Genova (città che fa purtroppo spesso da sfondo a episodi di violenza, con la morte di Carlo Giuliani al G8 del 2001 ma anche di Vincenzo Spagnuolo, prima di Genoa-Milan nel 1985) ha spinto molti giornali a pubblicare la foto del comandante Arkan (capo ultrà prima e di gruppi paramilitari serbi poi).
La prima volta che andai in Kosovo la sua foto compariva ovunque. Era candidato alle elezioni serbe proprio nel collegio kosovaro. Željko Ražnatović venne naturalmente eletto (nell’albergo di Pristina, dove campeggiava il suo ritratto, era pieno di civili armati). Fu poi assassinato (da un poliziotto in congedo) nella hall dell’Hotel Intercontinental di Belgrado. Era il 15 gennaio del 2000. Ai suoi funerali parteciparono 20 mila persone.

La curva laziale gli tributò uno striscione che si disse voluto da Siniša Mihajlović, ex Stella Rossa, ai tempi calciatore biancazzurro e oggi allenatore viola. D’altronde anche ieri sera, Dejan Stankovic, giocatore interista, ex Stella Rossa e capitano della Serbia è andato a salutare con le tre dita (a indicare Dio, Patria e Zar o Padre, Figlio e Spirito Santo, o i tre stati degli Slavi del Sud) gli ultrà, ufficialmente per calmarli. E’ il cosiddetto saluto cetnico, usato dai soldati serbi anche durante la Seconda guerra mondiale (ma ricomparvero anche nelle guerre balcaniche). Con lo stesso, lugubre, simbolo che ieri mostrava sulla maglietta nera Ivan, il capo ultra’ serbo arrestato nella notte.

Insieme ad Arkan, nelle foto sui giornali appare anche la vedova, Svetlana Ražnatović, nome d’arte Ceca, classe 1973, che Repubblica indica come cantante pop e che invece è nota per il turbo- folk serbo.

Il giorno del matrimonio, Arkan (da poco divorziato) si recò – coi vestiti tradizionali montenegrini – al villaggio natale della ragazza, accompagnato da 50 jeep. Dovette colpire una mela a fucilate. Riuscì al sesto tentativo.

La festa di matrimonio (con mille invitati) si tenne proprio nell’albergo dove cinque anni dopo Arkan sarà assassinato. Il video dei festaggiamenti fu stampato (e venduto) almeno centomila volte.

http://www.youtube.com/watch?v=-rbrvMERYD4

L’ultimo disco di Ceca è del 2006.

Si intitola Idealno loša (Male ideale) e ha venduto 850 mila copie:

http://www.youtube.com/watch?v=ZEs8FNofSYA

Ceca ora vive a Cipro.

Ad maiora.

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17 comments

  1. Spettabile Riscassi,mi spiace molto che tu come giornalista abbia composto questa pagina con quella che mi sembra qualche confusione e imprecisione e qualche forzatura,mi sorprende che tu sappia così poco della Serbia e del popolo Serbo.
    Prima di tutto: la tifoseria organizzata in Serbia significa Delije ovvero i supporter dello Stella Rossa che erano sicuramente in maggioranza a Genova.
    Nel tifo organizzato da sempre in Serbia confluiscono e sono canalizzate e controllate le tensioni sociali di una nazione tuttora in crisi e piena di ferite aperte; la colorazione “politica” dei tifosi è nazionalista, punto e basta,possono avere preso qualche simbolo del passato come il colore della bandiera nera e il teschio dei cetnici,ma nulla più e non ci avrei riempito una pagina: tra l’altro quella bandiera significa solo “per re e patria – libertà o morte”.
    A proposito di simboli,non ti sei mai chiesto cosa significa quel monumento a forma di fiore in cemento a Jasenovac? E quando sei andato in Kosovo non hai chiesto da quale etnia era composto il battaglione “SS Skanderbeg” durante la seconda guerra mondiale? Hai visto il servizio d’ordine di Arkan e non cosa hanno lasciato delle chiese e monasteri e dei cimiteri ortodossi i bravi “indipendentisti” kosovari?
    Secondo: Arkan non c’entra nulla con i cetnici,non fu “un capo ultrà” ma il leader del tifo organizzato della “Stella Rossa” questo spiega lo striscione di omaggio di Mihailovic che naturalmente era un suo amico come tutti i giocatori dello Crvena Zvezda…
    Arkan fu fondatore e comandante di una delle milizie di autodifesa “Tigrovi” nate per difendere la comunità serba,forse il più famoso ma non certo l’unico in un paese in guerra civile. Anche in Italia un insegnante autodidatta poi tuo collega e agitatore politico dopo la prima guerra divenne “duce”: a volte la storia mette in evidenza chi non ti aspetteresti mai.
    Terzo dimostri quasi di non aver neanche visto la sequenza e di non aver interpretato correttamente il gesto che non solo Stankovic ma altri giocatori hanno fatto molto semplicemente per tentare di placare gli animi,quello delle tre dita è un gesto che indica un comune sentire: l’ appartenenza alla fede ortodossa e riconoscersi nell’etnia serba e invece ti sei incaponito a trovarci strani ulteriori significati e chiamare in causa ancora i cetnici (forse che i cetnici non erano monarchici serbi E ortodossi?).
    La tua pagina anti-serba spiega poco e significa contribuire a quel livore etnico che ha segnato le guerre in Krajna e in Bosnia dove l’appartenenza all’una o all’altra etnia (e religione) segnava la scelta di campo di tutti : non c’erano rivoluzionari o controrivoluzionari,pacifisti di sinistra o interventisti di destra non c’erano scelte” politiche”…c’era solo nome e cognome che potevano decidere fra la tua vita e la morte o la militanza in un “gruppo paramilitare” per difendere le città e loro abitanti; quando esercito e polizia sono smembrati per etnie, chi difende una città, un distretto o un paese? L’ONU? :))
    E per ultima arriva la donna,la donna del capo.. Ceca. Ti sfugge che sia viva per miracolo,ma ci volevi piazzare quel concetto vagamente denigratorio e inesatto del turbo-folk..Ceca aveva una solida carriera iniziata ben prima di sposare Arkan e piace in tutti i Balcani e canta anche in Croazia…che abbia fatto tot dischi pop e qualche melodia folk ha tanta importanza? Artista turbofolk perchè ha cantato la canzone “Djurdjevdan”? Arrangiata e cantata per prima da Goran Bregovic e dal suo gruppo Bjelo Dugme? Quando ho letto il tuo articolo non ho pensato a “Società Civile” ma a Emilio Fede,alla sua sottile arte di accumulare mezze verità che formano una bugia ad usum delphini,per un’opinione pubblica che sa poco o nulla e che non ha strumenti per sapere o voglia di sapere e che si può menare dove si vuole.

    1. Mi piace chi indossa la toga e emette sentenze…
      Non replicherò, essendo già condannato, senza appello.
      Mi limito a ricordare, vecchie impressioni di giornalista-pennivendolo.
      Ricordo che in Grecia un pope ortodosso mi accusò di essere anti-greco perché chiamavo la Macedonia, Macedonia e non Fyrom. A Skopje i nazionalisti mi chiesero come mai avevo sentito prima le ragioni di Salonicco che le loro. Ad eccezione che in Slovenia, mi è spesso capitato di essere definito anti-qualcuno. Anti-croato in Dalmazia, mentre chiedevo del sostegno a Gotovina. A Pristina, il rettore serbo abbandonò l’intervista, arrabbiandosi per le domande sull’insegnamento in lingua albanese. Con l’età mi sono dimenticato altri episodi simili che hanno accompagnato il mio lavoro. Anzi, mentre scrivo, ricordo che una volta non ci servirono da mangiare in un ristorante lettone perché eravamo con un’interprete russa e russofona.
      E ricordo anche serbi che, malgrado il loro cognome, rimasero a Sarajevo a difendere la città. Ed altri che aiutarono civili minacciati. Ricordo amici jugoslavi che scoprirono di essere musulmani per il loro cognome. E vennero portati in campi di “raccolta”, con moglie e figli.
      Ricordo anche l’11 luglio a Srebrenica, quando si celebrano le esequie di quella parte di 8000 musulmani i cui resti nel corso dell’anno vengono ricomposti. Alla fine della cerimonia, mentre si è in coda verso Sarajevo, ci sono nazionalisti serbi che vanno in senso contrario, sventolando vessilli e prendendo in giro chi torna dal funerale.
      Ho sempre pensato che, come fecero gli americani con i tedeschi, portandoli a vedere i campi di concentramento, forse anche a quei serbi non farebbe male andare a quei funerali.
      Ma io sono di parte.
      Ad maiora.

  2. Sono serbo vengo dal paesino di Slobodan Milosevic e questo articolo è puramente razzista. Criicate i servi xk dopo 500 anni di guerra volevano via i turchi nussulmani dal proprio territorio sacro..voi stessi nel 39 toglievate la cittadinanza ai ebrei italiani per mandarli nei campi do concentramento..la nostra è stata una pulizia etnica x difesa della patria e del re! Voi il vostro re a cui alzavate il braccio l avete ucciso in piazza e pisciato sopra! Crediamo nelle nostre idee voi siete semplici voltagabbana senza orgoglio e coraggio ! Orgoglio al popolo serbo ortodosso e puro!

    1. nikola, pur essendo io italiano (orgogliosamente vicino alle dottrine del Fascismo), devo dirti che approvo in pieno tutto ciò che hai detto. Gli italiani abbiamo l’abitudine di tradire e di schierarci sempre coi vincitori, sperando di essere considerati alla pari ma, in realtà, ricavandone solo ludibrio e vergogna.
      La stessa vergogna che provo io quando ricordo i bombardamenti (fuori mandato ONU) che l’Italia ha inflitto all’orgoglioso Popolo serbo, solo per obbedire agli ordini dei delinquenti americani e della NATO.
      Io, e tanti altri, siamo con voi!!

      1. “orgogliosamente vicino alle dottrine del fascismo” …. il fascismo è stato per l’ Italia quello che il socialismo è stato per la Jugoslavia . Stesso schifo utilizzato per far da collante ad arlecchinate di popoli. Italia ed ex Jugoslavia ? L’ esatto contrario di una nazione.

  3. Credo che se si debba affrontare la questione del nazionalismo serbo in questo modo allora sia meglio non farlo perchè si crea solo disinformazione sulla vera storia dell’ex Jugoslavia e sulle cause del suo smembramento. Vorrei farti notare, anche se la conta dei morti non credo che sia il migliore criterio per fare un’analisi storica, che gli stessi serbi sono stati vittime della pulizia etnica da parte di croati, sloveni, bosniaci e albanesi kosovari e se davvero facessimo la conta delle vittime allora i serbi sarebbero i primi di questa triste classifica. Con questo non voglio prendere la parte di nessuno, credo che Arkan e Mladic fossero dei macellai, ma mentre questi subiscono continui processi mediatici o giudiziari dall’altra parte non vedo nessun imputato per crimini di guerra. Ti faccio notare che la Jugoslavia ha subito un vero e proprio smembramento scientifico sotto la regia di Stati Uniti e Unione Europea i quali senza guardare in faccia a nessuno hanno soffiato sul fuoco del nazionalismo filo-ustascia dell’unione democratica croata e di altri partiti filo fascisti in Slovenia. Chi ha finanziato i loro eserciti? Sono proprio questi partiti i primi ad aver dichiarato guerra alla Serbia, che non solo si è vista privata del territorio kossovaro, oggi un narco stato grazie agli americani, ma è stata pure invasa e bombardata dalla NATO. Tutto questo per “liberare” il kossovo dal dominio serbo e per l’autodeterminazione dei popoli. Si certo proprio quel popolo albanese che dagli anni 80 perseguitava la minoranza serba su basi etniche e faceva porcherie degne del peggior Mladic. Parliamo di autodeterminazione dei popoli? Baschi e palestinesi non interessano agli yankee, perchè no? E’ proprio la mancanza di un’analisi alternativa a quella ufficiale da parte della sinistra che lascia poi lo spazio a Borghezio e altri fascisti di parlare in modo strumentale di questi temi.
    Credo che un giornalista prima di parlare di Arkan e di genocidi debba per dovere raccontare tutto, senza omettere le parti scabrose per un sistema che deve coprire le proprie malefatte per proporsi come il migliore possibile…
    Saluti!

      1. Sono qui di passaggio. E su cose “cosi’ tragiche” non posso pronunciarmi. La delinquenza e la violenza vanno sempre combattute nelle societa’ civili. Mi resta pero’ la domanda fatta da un’altro sopra. Se il kosovo (che non aveva diritto all’indipendenza, come la Bosnia ecc.) e’ stato riconosciuto dagli occidentali, perche’ un domani non si potra’ farlo ad esempio per le ns regioni a statuto speciale, che sono 5 e alla fin fine hanno lo stesso status?
        Insomma i serbi saranno anche carnefici, ma anche il carnefice puo’ avere qualche piccola ragione…eppoi, mai generalizzare…

  4. Forse non mi sono spiegato. Bosnia, Croazia avevano diritto (di statuto) all’indipendenza. Il kosovo no. Era una regione a statuto speciale, SERBA. Abitata da maggioranza albanese. Ma anche l’altoadige ha una forte rappresentanza tedesca allora…

      1. sì ma non si può tralasciare il fatto che i Kosovari albanesi usavano violenza verso la minoranza serba (vedi intervento storico di Milosevic nel 1987). O sbaglio? Quindi se Milosevic interviene in questo senso lo fa anche per difendere il suo popolo. O sbaglio?

  5. Io sapevo che Bosnia, Croazia, Slovenia…erano regioni con diritto alla “secessione”, il Kosovo differentemente era una regione a statuto speciale senza questo diritto. Fatto sta che se si applicasse alla lettera la sentenza che ritiene lecita la secessione del kosovo (si e’ detto che e’ e restera’ un’eccezione) ecco pronte le varie rivendicazioni di baschi, catalani, siciliani,altoatesini, valdostani…..

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