MAI PIU’ SENZA: SE RITORNA ANCHE ALBERTINI

Alla conferenza stampa milanese dei finiani, l’unico momento di imbarazzo e’ stato in occasione di una domanda sui rapporti con Gabriele Albertini: ottimi, hanno detto, spiegando che, finche’ non tornerà in campo a Milano, e’ inutile affrontare il problema.
Per prepararsi a tale eventualità, consiglio la lettura di un libro del 2007 di Luigi Offeddu e Ferruccio Sansa: Milano da morire (Bur, RCS). Il volume e’ istruttivo. Rivela scandali etici, anche se spesso senza conseguenze penali (la magistratura sembra infatti giudicare normali cose, che a me tali non paiono). Il capitolo più interessante e’ quello che racconta il più recente “sacco di Milano”: quello dei parcheggi. Albertini – che nel primo mandato a mio giudizio non governo’ male – nella sua seconda consigliatura pretese ed ottenne (tra il 2002 e il 2006) i poteri di Commissario straordinario per l’emergenza traffico. Chiunque passeggi per la citta’ si renderà facilmente conto del successo di quella operazione (costosa, peraltro).
La principale attività del Commissario fu soprattutto quella di autorizzare parcheggi a tutto spiano (e a multi-piano) che sono andati a turbare la vita di molti quartieri (i più – va ricordato -costruiti da coop rosse).
Tra i tanti parcheggi che hanno suscitato polemiche, due in particolare gridano vendetta: uno alla Darsena e l’altro sotto la Basilica di Sant’Ambrogio. Il primo e’ stato stoppato dal sindaco Moratti (cui va dato il merito, nel breve periodo in cui e’ stata Commissario, di aver tentato di bloccare il bloccabile). Il tira e molla ha trasformato, per mesi, l’area in una discarica, invasa da sterpaglie.
Il secondo progetto – dopo molte, inutili, frenate – procede in una delle aree più delicate della citta': i lavori sono iniziati a giugno.
Cinque piani di parcheggio, sotto la bimillenaria Basilica, che fu fatta costruire dal Vescovo Ambrogio, sul cimitero dove sono seppelliti i martiri cristiani di Milano. Scrivono i due colleghi: “Per oltre 1600 anni, nonostante guerre, bombardamenti e rivoluzioni, la Basilica di Sant’Ambrogio e’ rimasta quasi intatta. Nessun padrone della citta’ – neppure gli invasori come Napoleone (che trasformo’ in un allevamento di bachi da seta l’Abbazia di Pontida, Ndr) – ha voluto o potuto intaccare qualcosa: dentro, intorno, o sotto i suoi tesori. Fino ai nostri tempi”.
Il sovrintende che ha cercato di bloccare l’opera e’ stato trasferito a Potenza (ora e’ a Salerno).
Alla commemorazione di Riccardo Sarfatti, organizzata alla festa democratica, Carlo Monguzzi ha voluto leggere una delle ultime interrogazioni dell’ex sfidante di Formigoni: contro lo scempio di quel parcheggio e a difesa di quella Basilica, dove peraltro sono state celebrate le esequie di Riccardo.
Se davvero l’europarlamentare Albertini si ricandidera’ a sindaco, spero vorrà spiegare perché si e’ deciso di turbare la quiete di quanti sacrificarono la vita per diffondere il cristianesimo, per impiantare quelle “radici cristiane” di cui molti oggi si riempiono la bocca.
Ad maiora.

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