Giorno: 31 agosto 2010

L’ARRESTO DI NEMTSOV NON FERMA LA STRATEGIA 31

La polizia russa ha arrestato questo pomeriggio Boris Nemtsov, esponente di spicco dell’opposizione, durante una manifestazione di protesta a Mosca. Le forze di sicurezza hanno fermato anche altre persone  che chiedevano un ‘Parlamento libero e aperto anche alle opposizioni’ e distribuendo volantini critici nei confronti di Putin. Decine di manifestanti hanno poi urlato lo slogan:’La Russia senza Putin’.

Ieri d’altronde il primo ministro era stato chiaro: manganellate a chi manifesta oggi in nome della libertà di riunione.

Ma chi è Boris Nemstov, diventato uno dei più critici oppositori del governo Putin? Nato a Soci nel 1959 da una famiglia ebraica venne battezzato dalla nonna, diventando ortodosso. Laureatosi in Fisica, guidò nel 1986 le manifestazioni di protesta contro il nucleare dopo la tragedia di Chernobyl. Attivo politicamente nella fine dell’Unione sovietica si schierò con Eltsin durante il fallito golpe, ottenendo in cambio la nomina a vice primo ministro tra il 1997 e il 1998. Liberale, nel 1999 è tra i fondatori dell’Unione delle forze di destra, partito politico che non otterrà mai grandi successi elettorali, forse anche per i brogli. Di quel movimento divenne anche il leader e partecipò alle trattative per la liberazione degli spettatori del Nord-Ost  (insieme ad Anna Politkovskaja), poi risolto brutalmente dalle forze di sicurezza russe.

Nel 2004 Nemtsov si scava la fossa da solo con un appello alla maggioranza della Duma per evitare i rischi di una dittatura putiniana. Sostiene pure Yushenko nella sua rivoluzione arancione in Ucraina, divenendone consigliere economico. Scompare dalle scene televisive e politiche. Per ricomparire solo quando lo prelevano gli Omon.

L’arresto di oggi non è infatti il primo. Era già finito in cella nel 2007 sempre per quella che da noi si chiama “adunata sediziosa” (la stessa contestata agli ultrà di Alzano Lombardo).

È tra i primi firmatari dell’appello “Putin via di qui”.

Stasera in solidarietà con i democratici che a Mosca e San Pietroburgo ogni 31 del mese manifestano per il diritto alla libertà di riunione e di parola, Annaviva fa un presidio a Milano. Manifestazioni davanti alle ambasciate russe sono in corso in tutto il mondo.

Questo il blog russo che spiega la “strategia 31”:

http://strategy-31.ru/

Le persone arrestate oggi a Mosca sono 70 (settanta). Un nuovo record per la Russia di Putin.

DA MARONI A DELL’UTRI: CRESCE LA CONTESTAZIONE

“Tutti hanno diritto di parola, nessuno escluso. È davvero così difficile?”. Si chiude così oggi l’editoriale di PG Battista sul Corriere della sera dall’inequivocabile titolo: “I Diari del Duce sono discutibili: zittire chi li pubblica è prepotenza”.

Le immagini che si possono trovare su Youtube mostrano come le contestazioni a Como ieri al senatore Pdl fossero più per la condanna per mafia che per i libri fascisti. Il braccio destro di Berlusconi incarna d’altronde vari ruoli che risultano indigesti a quanti non pensano che Berlusconi sia stato assolto per il processo Mills. È quindi probabile che l’accoglienza ricevuta ieri sera a pochi passi dal Lago di Como (dove proprio il Duce fu catturato dai locali partigiani), possa ripetersi anche altrove.

Tutti hanno diritto di parola, ma pochi riescono a farlo. La vicenda “Schifani” che trovate in questi giorni solo sul Fatto quotidiano è lì a dimostrarlo.

Le urla “mafioso, mafioso” che hanno fatto allontanare (super scortato) il senatore Dell’Utri da Como, mi hanno ricordato un po’ le vecchie monetine contro Craxi, ma anche gli scontri di Alzano Lombardo dove gli ultrà hanno di fatto impedito a Maroni (con Calderoli e Tremonti peraltro) di parlare alla Berghem Fest.

Sono segnali di malcontento che non andrebbero sottovalutati. Frange di “opposizione” che non trovano rappresentanza e che finiscono per sfogarsi o con la violenza verbale o con il lancio di petardi e fumogeni.

Su questi temi mi sarebbe piaciuto sentire, al Tg3, anche le riflessioni di Oliviero Beha. Ma scopro che non piace al neo direttore Bianca Berlinguer e che quindi scomparirà dagli schermi. In cambio vedremo servizi in puro stile minzoliniano sulle spie russe che si spogliano su Youtube.

Ad maiora.