La China town milanese non è mai deserta. I negozi asiatici sono aperti oggi e lo saranno anche domani. Lo sono sempre stati in questi anni senza aspettare (o rispettare) le disposizioni comunali. Potete venire a tagliarvi i capelli, a comprare un computer, mangiare uno spuntino e magari farvi fare un massaggio (allo stato, sembra l’attività più quotata).
I lavori di semi-pedonalizzazione sono invece fermi. Riprenderanno immagino domani. Le elezioni locali si avvicinano e prima di allora dovranno essere ultimati per ovvie ragioni. Non è stata ancora scoperta la mega scritta, sul pavimento, che accoglierà quanti arriveranno nel quartiere: Via Paolo Sarpi, scritta in caratteri cubitali. Non ci sarà bisogno di chiedere indicazioni stradali.
Ma ciò che si nota in questo mese d’agosto è la scomparsa delle forze dell’ordine. Dopo via Padova, Palazzo Marino ha stabilito che anche questa zona (dove la maggior parte dei negozi sono cinesi) dovesse essere militarmente controllata. Per due mesi macchine di polizia, carabinieri e guardia di finanza hanno pattugliato il quartiere neanche fosse una zona sciita di Beirut.
Ora invece il deserto. I boatos del quartiere dicono che gli agenti torneranno in forze a settembre per fare retate di clandestini. Staremo a vedere. Forse staranno verificando i moduli di affitti e locazioni che tutti (italiani e stranieri) erano obbligati a compilare entro luglio. Chissà quanti l’avranno saputo. Chissà quanti l’avranno compilato. Ma, si sa, l’ignoranza non è una scusante, nemmeno per normative “emergenziali”.
Buon ferragosto.







