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KHODORKOVSKIJ IN SCIOPERO DELLA FAME

18 mag

Ieri a Torino per un interessante convegno sulla Cecenia, molti dei relatori segnalavano l’importanza dell’attenzione internazionale sul rispetto dei diritti umani nella Federazione Russa (paese che ha sottoscritto e ratificato molte convenzioni, salvo non rispettarle). Ed Herta Muller in “Cristina e il suo doppio” ricordava come la pressione straniera sulle autorità romene avrebbe aiutato molti “dissidenti”.

E dunque torniamo a occuparci di Mikhail Khodorkovskij, il magnate russo condannato per reati fiscali ma per motivi politici. L’ex petroliere è stato condannato nel 2005 a otto anni di reclusione per  frode, appropriazione indebita ed evasione fiscale. Ora, dato che si avvicina la data di fine pena, le autorità russe (la giustizia russa, meglio, sempre che si possa individuare qualche differenza tra questi due poteri, da quelle parti) hanno inscenato un nuovo processo con nuove accuse, per lasciare l’imprenditore antiputiniano ancora qualche anno in Siberia. Nel nuovo procedimento giudiziario rischia 22 anni di carcere. Una sorta di ergastolo. L’accusa: riciclaggio di denaro. In uno dei paesi con tassi di corruzione più alti nel mondo, molti dovrebbero essere in cella con quel reato. Ma paga solo chi ha deciso di non finanziare il partito putiniano.

Da ieri Khodorkovskij ha iniziato una sciopero della fame a oltranza, sperando in un intervento del presidente Medvedev. È l’ennesima occasione che viene fornita al capo del Cremlino per prendere le distanze da Putin. Ma come per Fini/Berlusconi, per ora oltre ai distinguo non si va. Vedremo se in questa occasione il delfino uscirà dalla scia.

E a proposito di scia, va rimarcato un indirizzo positivo della giustizia russa che, almeno sulla storia, non torna sui suoi passi. È di ieri la sentenza di un Tribunale del distretto di Mosca che ha respinto la richiesta del nipote di Stalin (Evgenij Dzugasvili) di condannare la radio (indipendente) Eco di Mosca per aver detto: “Stalin ha firmato un decreto in base al quale i bambini potevano essere fucilati come nemici del popolo a partire dai 12 anni di età”.

Il nipote del dittatore sosteneva fossero notizie false, lesive della memoria del leader sovietico e puntava a un risarcimento pari a 250mila euro. Il direttore dell’Eco di Mosca, Venediktov, ha portato a sua difesa il testo di una dichiarazione nella quale Stalin difendeva la fucilazione dei minore e una lunga lista di minori assassinati dal regime. I giudici gli hanno dato ragione.

Ad maiora.

 

About Andrea Riscassi

Andrea Riscassi, classe 1967, è giornalista della Rai di Milano. Laureato in Giurisprudenza alla Statale di Milano, ha iniziato prima a Società Civile, poi al Corriere della Sera per approdare in televisione nel 1991, dapprima a Lombardia7, poi alla Rai, dove ora è caposervizio alla Tgr Lombardia. Per il servizio pubblico ha seguito vicende di cronaca e politica in Italia e nel mondo (dalle guerre balcaniche in poi). Ha collaborato con Gianni Riotta ed Enrico Deaglio a “Milano, Italia” e con Enzo Biagi a “Il Fatto”. È stato uno degli intervistatori di “Dodicesimo round” (Rai Due). LIBRI: Ha curato (con Paolo Costa) Al nostro posto, antologia di scritti di Piero Gobetti (Limina, 1996). Nel 2007, il primo libro, “Bandiera arancione la trionferà” (Melampo), sulle rivoluzioni liberali nell’est Europa. Nel 2009 è uscito il secondo libro dedicato proprio alla Politkovskaja: “Anna è viva, storia di una giornalista non rieducabile” (Sonda). RICONOSCIMENTI: Dal 2006 sta cercando di tenere viva la memoria di Anna Politkovskaja. Per questo suo impegno nel 2008 è stato insignito della medaglia d’oro della Provincia di Milano. Nel 2010 il Comune di Somaglia lo ha insignito del premio giornalistico Mario Borsa. DOCENZE: Dal 2009 è tutor per la Formazione Tv presso la Scuola di giornalismo Walter Tobagi dell’Università degli studi di Milano. Dall’anno accademico 2011/2012 insegna Teorie e tecniche della comunicazione radio-televisiva alla Facoltà di Lettere e filosofia dell’Università degli studi di Milano.
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Pubblicato da su 18 maggio 2010 in Pensieri

 

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