LA FIGA? NON NEL LISTINO

«Anche a me piace la figa», è uno dei passaggi di un comunicato stampa che mi è arrivato stamattina. Ovviamente tra i cento e passa che ogni giorno invadono la mia casella mail (compresi quelli – insopportabili – che chiedono la conferma della lettura), questo mi è saltato all’occhio e si è fatto leggere.  Si decide  il listino formigoniano e il comunicato della “figa” a quello si riferisce. È di Roberto Jonghi Lavarini esponente di “Destra per Milano” ed esponente della Pdl che critica l’ipotesi di inserire Nicole Minetti (la “figa” appunto) nel listino bloccato del presidente Formigoni. 

Scrive (forse buttando l’occhio allo spogliarello durante il Festival di Sanremo): «Anche a me piace la figa e, pur essendo marito fedele, apprezzo le belle donne, ma la Poltica è un’altra cosa: manifestazioni, cortei, dibattiti, volantini, manifesti, valori, idee, proposte, confronto, passione, sacrificio, amore, lotta, lavoro, sudore, sangue e colla! La candidatura della signorina Nicole Minetti, contro la quale non ho assolutamente nulla di personale (anzi…) ,è uno schiaffo alla militanza ed alla meritocrazia», prosegue il comunicato che non sto a citare ulteriormente.

Parole sacrosante abbinate però a quel termine (molto milanese pealtro) che ora viene sdoganato anche nei comunicati stampa. E francamente non mi sembra un’evoluzione né che si ipotizzi quella candidatura né che la osteggi con questi toni.

Quando qualche giorno fa era apparso sui giornali l’ipotesi che Nicole Minetti, igienista dentale che ha curato Silvio Berlusconi dopo il lancio del piccolo Duomo, fosse candidata, mi ero chiesto cosa avesse colpito l’immaginazione del premier. Jonghi Lavarini me lo ha fatto capire senza giri di parole. Come la foto della giovane (fatta circolare ad arte ) nella quale la parte del corpo coperta è inferiore a quella scoperta. Alla fine magari la Minetti non sarà candidata. Ma la parità dei sessi avrà fatto lo stesso un altro passo indietro.

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13 comments

  1. Sono perfettamente d’accordo con te! Noi donne siamo davvero stupide a volte! sul mio blog ho affrontato più volte l’argomento! siamo diventate l’anello debole della catena! tornasse un pò di orgoglio femminista! parità? abbiamo preso il peggio degli uomini, questa non è parità! rimaniamo sempre ultime nella società! Siamo in vendita, e pure contente! sto generalizzando, sia chiaro! però gli esempi non sono positivi!anzi…

    1. No, Claudia, voi donne (con le dovute eccezioni!) non siete stupide, ma intelligenti e …pratiche!
      Insomma, alcuni uomini sono dotati di intelligenza e preparazione e sfruttano queste capacità per …. sistemarsi, alcune donne usano certe qualità …naturali… per arrivare più facilmente dove ambiscono!
      Al massimo…ci sono troppi uomini che non usano le meningi, ma il …cavolo… per prendere le decisioni!
      Insomma, se l’igienista si è sistemata sulla… poltroncina da 12.000 euro al mese, sarà stato anche per l’uso che la stessa ha fatto delle qualità che la natura le ha elargito, ma anche per la mancanza di “materia grigia” di tanti uomini che l’hanno votata o, meglio, hanno votato per una lista che includeva il “listino” delle “veline”!
      E, bada, l’igienista non è stata la sola, ma… ahimé, quante ve ne sulle poltrone di Montecitorio e di Palazzo Chigi!
      Mi fermo qui…per carità di Patria!

    2. Vero, e mi spiace, prendete il poco ‘meglio’ dai maschiacci bastardi ;o)…, che hanno (avrebbero) così tanto meglio, invece, da prendere da voi ;o). La donna dà la vita. L’uomo la morte.

  2. i toni ed i termini saranno esagerati ma il consigliere jonghi ha centrato il problema ed è praticamente il solo nel suo partito ad averlo sollevato pubblicamente

  3. Sic et simpliciter, è la prostituzione (vendita di parti del corpo in cambio di corrispettivo, di solito, non sempre, pecuniario), che, secondo la legge, tranne ogni altra considerazione che ognuno, secondo coscienza può fare, non è reato, che nelle cariche pubbliche (=pagate da noi cittadini) non può essere tollerata e deve essere smascherata e duramente sanzionata, indipendentemente dalla ‘parte in questione’ (quella in oggetto, che in milanese è chiamata in altro modo, per l’esattezza…) e dal [dis]orientamennto politico.
    Via così, Andrea…

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